lunedì 11 aprile 2016

Il telescopio spaziale Kepler entra inspiegabilmente in modalità "emergenza"

telescopio spaziale Kepler
Qualcuno o qualcosa lassù sta forse cercando di boicottare le recenti missioni della NASA e quelle condotte da altre agenzie spaziali? La scoperta di altri mondi abitabili potrebbe infastidire qualche intelligenza particolarmente gelosa della propria privacy cosmica?
Domenica scorsa, il telescopio spaziale Kepler impegnato nella ricerca di altri esopianeti a 120 milioni di chilometri dalla Terra, ha riportato alcuni malfunzionamenti che lo hanno costretto ad entrare in "modalità emergenza" per quasi due giorni. Lanciato nel 2009, Kepler ha già fallito nel 2013, anche se gli specialisti della NASA sono riusciti a ripararlo nel 2014. 
Il telescopio progettato per la ricerca di pianeti simili alla Terra avrebbe dovuto misurare costantemente la luminosità emessa da 145.000 stelle affinché venissero rilevati quei cambiamenti luminosi che potrebbero essere spiegati dal passaggio di un pianeta dinanzi alla propria stella. 
Questo metodo avrebbe dovuto permettere agli scienziati della NASA di scoprire altri pianeti potenzialmente abitabili su cui rivolgere la propria attenzione. La modalità di emergenza significa che il livello operativo del telescopio viene fortemente limitato per cui è costretto a funzionare al minimo delle effettive capacità . Coincidenza vuole che il malfunzionamento avviene proprio quando gli esperti della NASA stavano progettando di puntare il telescopio verso il centro della Via Lattea. Tutti i sistemi operativi del telescopio Kepler erano risultati essere in buone condizioni durante la precedente sessione di collegamento risalente allo scorso 4 aprile. Riparare il telescopio, che si trova a grande distanza dal nostro pianeta, rappresenta una sfida significativa per i tecnici della NASA.  I segnali inviati da "Keplero" sul nostro pianeta, non vengono registrati in tempo reale per cui il controllo satellitare tramite i comandi da Terra potrebbe riportare un considerevole ritardo nel tentativo di ripristinare la piena efficienza operativa dell'usurato telescopio spaziale.

1 commento:

  1. Ufo, qualcosa sta cambiando. La ricerca di civiltà extraterrestri non è utopia
    di Vladimiro Bibolotti | 7 aprile 2016


    Più informazioni su: Ufo
    Profilo blogger
    Vladimiro Bibolotti
    Presidente Centro ufologico nazionale
    Post | Articoli
    Twitter

    Se l’umanità non si fosse imposta ambiziosi progetti nel suo cammino, temporalmente irrealizzabili, o non si fosse posta dinanzi alla sfida di trasformare in realtà ipotesi fantascientifiche, forse l’uomo starebbe ancora relegato al suolo, ragionando sull’ipotesi della fattibilità del volo umano.

    Non è un caso che lo scrittore francese, Jules Verne, scrivesse che ciò che l’uomo può immaginare può poi realizzare. Ma per fare questo si deve lanciare la sfida, in fondo è poco più di un secolo che l’uomo dispone di macchine volanti, da poco meno di un secolo che è andato nello spazio e da meno di un quarto di secolo che con la scoperta degli esopianieti ha reso plausibile e più concreta l’ipotesi dei mondi abitati. Attualmente conosciamo ancora molto poco la periferia del nostro pianeta, dove le profondità marine celano, ancora scoperte così come sorprese, le foreste pluviali. La conferma delle intuizioni einsteiniane sulle onde gravitazionali, dimostrano come le nostre conoscenze siano limitate rispetto alla conoscenza del nostro sistema solare, e della galassia. I nuovi orizzonti della scienza che iniziamo a intravedere, evidenziando come la nostra conoscenza sia relegata al nostro pianeta, nella periferia della galassia, di una dei miliardi di quelle presenti nel nostro universo.
    Pubblicità

    Una civiltà di qualche migliaio, milione o miliardo di anni superiore alla nostra dovrebbe avere già risolto il problema dei viaggi intergalattici, anche se a noi, molto presuntuosamente ciò ci sembra fantascientifico, come per un indios pensare di arrivare in Europa in poche ore. Ecco che gli ufo allora non sono più degli oggetti misteriosi ma si appalesano per quello che le cronache e i rapporti presentano. Sconosciuti oggetti tecnologici avanzatissimi, evidentemente non terrestri poiché mai usati nella storia dell’umanità e nell’uso primario della tecnologia: la guerra. Un solo tale oggetto sarebbe in grado di sovvertire gli esiti di un qualsiasi conflitto. Ma nulla di ciò è mai accaduto. Di contro tale tecnologia se terrestre non giustificherebbe lo sviluppo in parallelo di nuovi razzi tipo super Saturn per la Nasa e tipo Angara per la Russia legati alla tipologia dei razzi alla Von Braun che al confronto sarebbero scatolette di latta.

    E ragionando in base alla logica terrestre, che dire di una documentazione e rapporti sugli ufo così secretata? Cosa giustificherebbe tale livello di blindatura su un fenomeno inesistente? Documenti per mezzo secolo catalogati “top secret” ed alcuni “born classified”, svilendo l’efficacia del Foia Freedom, con il “Top Secret Umbra” una super tutela sui documenti governativi. Non sarà un caso che sulla ultime edizioni del dizionario vaticano di latino è stato coniato l’acronimo R.I.V. per descrivere gli Ufo in quanto si contesta il “non identificato” con il “non spiegato” Res Inesplicatae Volantes./// articolo completo qui':

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/07/ufo-qualcosa-s

    RispondiElimina