mercoledì 6 aprile 2016

Quando arriverà il giorno in cui potremmo comunicare veramente con gli alieni?

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Per centinaia, se non migliaia, di anni, la gente comune ha avuto sempre un particolare fascino per tutto ciò che rappresentava l'ignoto soprattutto se si trattava di mettersi in contatto con delle civiltà extraterrestri.
Finora, tutti i messaggi che abbiamo inviato nell'universo non hanno mai ottenuto risposte, a giudicare dalle trasmissioni confuse, casuali, e decisamente strane captate dai vari radiotelescopi . 
Potrebbe essere una buona cosa se le nostre comunicazioni continuassero a passare inosservate per ovvi motivi di sicurezza .
Se una vita intelligente dovesse intercettare questi segnali, è difficile sapere quale potrebbe essere la reazione e che tipo di impressione potrebbero avere gli gli extraterrestri nel sapere che non sono soli, il che non è affatto detto che debbano essere per forza pacifici. Spesso le persone associano un messaggio extraterrestre nei complessi e spettacolari  cerchi nel grano che ogni estate vediamo apparire nei verdeggianti campi inglesi e in altre varie parti del mondo, intesi dai seguaci della New Age come un tentativo di comunicazione orchestrato dagli alieni. Da tenere a mente che i primi cerchi nel grano sono stati effettivamente creati da quelle persone che ripetutamente hanno cercato di entrare in contatto con delle entità' extraterrestri . 
Nel 1820, il matematico tedesco Carl Friedrich ha concluso che il modo migliore per conversare con gli alieni potrebbe essere quello di creare un complesso messaggio grafico visibile solo dall'alto . 
Volendo mettere in pratica questa teoria, il matematico si avventurò nella foresta siberiana, dove, dopo aver tagliato degli alberi, li dispose in modo sistematico fino a farli assumere una gigantesca forma triangolare, all'interno della quale piantò del grano. Inoltre il matematico tedesco ideò una serie "di telegrafi celesti", avvalendosi di un eliotropio (sua invenzione) in grado di riflettere la luce solare verso altri pianeti. 
Due decenni più tardi, l'astronomo Joseph Von Littrow, il quale riteneva che la luna fosse abitata, si avvicinò con l'idea di scavare delle schematiche ed enormi trincee nel deserto del Sahara, riempiendole di olio che una volta incendiato avrebbe dovuto illuminare un vasto tratto di cielo notturno. 
L'astronomo sperava che le luminose fiamme avessero potuto avvisare gli extraterrestri circa la nostra presenza sulla Terra. Sia Littrow che Friedrich hanno supposto che le forme geometriche sono il modo ideale per dialogare con gli alieni, in quanto si ritiene che i principi matematici sono coerenti in tutto l'universo.
listverse.com

2 commenti:

  1. Voler contattare gli alieni non é la stessa cosa che voler parlare con il vicino di casa.
    Seppure la distanza fra noi e loro possa essere enorme come nessuna,la loro intenzione di prender contatto sarebbe sicuramente ponderata da parte loro,loro si "nascondono"..
    Il momento con Loro che avverrà quando il nostro sforzo sarà propenso ad accoglierli nel sapere! E non una possibilità di creare confusione,che farebbe proliferare altro caos.. il meno caos possibile all'ammasso mentale in cui viviamo immersi.
    Noi ci siamo sempre posti con umiltà e piccolezza rispetto a loro,alla loro tecnologia..mentre sempre di più l'idea che abbiamo distorto l'equilibrio fra noi e loro sembra sempre più affermata.
    La Nostra esistenza forse possiede un risvolto inaspettato,occultato sapientemente nelle informazioni e nelle azioni d' impoverimento.
    Una realtà che forse non rispecchia l'impotenza ed il poco valore Dell umanità ma forse l'opposto...
    Motivo per il quale grandi anime si sono incarnate per trasmettere lo stesso messaggio d'amore Universale nel corso dei tempi.. Siamo divinità che di comune accordo ci siamo limitati ed abbiamo creato strutture di gestione sociale per crescere animicamente, ma abbiamo dato la gestione a chi Ha posto davanti alla comunità i propri interessi..aiutato da chi in questo,poteva avere solo interessi di sorta...

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