giovedì 15 settembre 2016

"Per favore, non scomodatevi, non c'è alcuna ragione per venire a rompere i coglioni sulla Terra"

there is intelligent life Captain Kirk of the Enterprise
In un malfamato, decrepito e maleodorante bar di periferia, due amici annebbiati dall'alcool stanno cercando di mettersi d'accordo sull'annosa questione extraterrestre; 
Tizio: "Hai sentito che ultimamente gli scienziati avrebbero deciso di cercare altre forme di vita intelligente su pianeti simili al nostro?"
Caio: "ahh.. ecco spiegato il motivo per cui non ho mai visto degli alieni mettere piede sulla Terra, probabilmente non hanno alcuna intenzione d'incontrare degli esseri "Spirituali" come noi!"
Particolarmente interessante è il racconto di Lino Aldani, in cui un astronauta visita un pianeta alieno e incontra un robot di origine sconosciuta. Visto che le sue armi sono completamente inefficienti, l'astronauta tenta di scappare, ma il robot lo raggiunge, gli tocca la testa ... e poi si allontana. 
Nel racconto,quello che si evince e' che il robot è stato lasciato da una razza aliena affinché potesse catturare alcuni esemplari di terrestri destinati ad essere rinchiusi all'interno di uno zoo galattico. Ovviamente ad attirare l'attenzione del robot sono solo quelle persone sufficientemente evolute e con un cervello sviluppato quanto basta per comprendere il minimo indispensabile .
In un episodio di Garfield and Friends , un alieno, dopo aver osservato le buffonate di alcuni terrestri riferisce ai suoi superiori che la missione di trovare forme di vita intelligente sulla Terra deve considerarsi fallita .
Chi non ricorda quando il capitano Kirk dell'Enterprise affermò : "Un incontro con gli appartenenti di civiltà provenienti da altri pianeti è del tutto improbabile. Questo perché gli esseri umani sono troppo diversi e poco evoluti per instaurare una sorta di dialogo con gli extraterrestri". 
Alcuni scienziati ritengono che sarebbe opportuno non divulgare la nostra presenza in questo affollato universo perché altre civiltà ostili potrebbero trarre vantaggio dalle nostre debolezze in modo da poter attingere, a nostra insaputa, alle risorse naturali della Terra .

Seppur piccola la tua donazione farà certamente la differenza allungando la vita di “Mistero Ufo”

2 commenti:


  1. Progetto Genesi, così trasporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati
    Progetto Genesi, così trasporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati
    Scienza

    A idearlo un fisico teorico tedesco, Claudius Gros, della Goethe University di Francoforte, che lo ha illustrato sulla rivista “Astrophysics and Space Science”. Intervistato dalla rivista Science, il promotore del progetto precisa che “la sonda con a bordo i microrganismi terrestri da inviare su un esopianeta sarà accelerata da vele solari, come la missione Starshot”
    di Davide Patitucci | 14 settembre 2016
    Commenti (205)

    Più informazioni su: Alieni, Terra, Universo

    In attesa di trovare risposta alla fatidica domanda “Siamo soli nell’Universo?”, potrebbe essere il genere umano l’alieno colonizzatore di nuovi mondi. C’è, infatti, un progetto, ambizioso, che si propone di seminare la vita al di fuori del Sistema solare, trasferendo microrganismi dalla Terra verso pianeti nei quali non è ancora sbocciata.

    Si chiama Progetto Genesi. A idearlo un fisico teorico tedesco, Claudius Gros, della Goethe University di Francoforte, che lo ha illustrato sulla rivista “Astrophysics and Space Science”. Intervistato dalla rivista Science, il promotore del progetto precisa che “la sonda con a bordo i microrganismi terrestri da inviare su un esopianeta sarà accelerata da vele solari, come la missione Starshot”.

    Il riferimento è alla missione volta a esplorare la stella Alpha Centauri, finanziata dal miliardario Yuri Milner e sostenuta da scienziati del calibro di Stephen Hawking. Proprio nelle scorse settimane un team internazionale di astronomi ha annunciato su Nature la scoperta di un esopianeta di tipo terrestre potenzialmente abitabile, in orbita intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, a una distanza di soli 4,2 anni luce. Un inezia in termini astronomici.

    Il Progetto Genesi prevede di inviare, nell’arco di 50 o 100 anni al massimo, tante piccolissime sonde. Ognuna di esse trasporta un carico di batteri, o addirittura micro-laboratori di biologia e genetica per sintetizzare microrganismi che non esistono sulla Terra, modellandoli in base alle condizioni presenti sul pianeta che si troveranno a visitare.

    “Questo progetto apre la porta alla possibilità di sintetizzare in situ sistemi biologici utili ai fini dell’esplorazione spaziale – commenta Sara Piccirillo, biologa dell’Unità Volo Umano e Microgravità dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) -. S’inserisce, infatti, nell’ambito di ricerca della cosiddetta biologia sintetica, a cui la Nasa ha cominciato a lavorare già da alcuni anni, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie in grado di espandere e sostenere la presenza dell’uomo nel Sistema solare. Tra i principali benefici di questa ricerca – aggiunge la studiosa dell’Asi – la possibilità di approfondire le conoscenze non soltanto sull’abitabilità degli esopianeti, ma anche sui processi coinvolti nello sviluppo di una biosfera in grado di autosostenersi”.

    I primi microrganismi a sbarcare su nuovi pianeti, in base al progetto, saranno quelli in grado di attuare fotosintesi. Lo scopo sarà arricchirebbe di ossigeno l’atmosfera dell’esopianeta. Consentendo così alla sonda madre, in orbita intorno al nuovo mondo, di far sbarcare una seconda capsula con nuovi microrganismi. Fondamentale accortezza: preservare i pianeti in cui la vita sia già presente. Pena, il rischio di una contaminazione esterna con microrganismi alieni. In questo caso terrestri.

    Il Progetto sull’archivio online di articoli scientifici arXiv.org

    Nota osservativa: ci sarebbe da chiedersi se gli alieni la' fuori sarebbero concordi con un simile progetto?!

    RispondiElimina
  2. Poi, si sa, gli ospiti sono come il pesce: passato troppo tempo
    puzza...

    RispondiElimina

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