mercoledì 22 ottobre 2014

Come comunicare con gli alieni?

contact alien
Per decenni, i ricercatori coinvolti nel Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI) hanno scansionato i cieli nel tentativo di cercare quella prova in grado di dimostrare che gli alieni stanno cercando di avere un contatto con noi. Ma finora, fatta eccezione per il breve segnale "Wow", raccolto da un radiotelescopio dell'Ohio State University nel 1977, gli studiosi non hanno trovato alcun elemento che potesse dimostrare che la fonte di quel messaggio proveniva da una civiltà lontana.
contact alien humor
Cosa succederebbe se domani, i sogni più sfrenati dei ricercatori venissero realizzati dopo aver ricevuto una chiara e inequivocabile comunicazione proveniente dallo spazio profondo? 
Ciò solleva un altro dilemma intrigante.Come potremmo rispondere a una specie aliena in un modo che potessero capire il nostro messaggio? E che dire di loro? Dopo tutto, sarebbe eccessivo aspettarsi che gli extraterrestri, supponendo che abbiano degli organi di senso e il cervello, possono essere ragionevolmente compatibili con la nostra civilta’ e comprendere l'inglese o un'altra lingua.La questione ci porta a riflettere sul potere del linguaggio, la comunicazione e l'intelligenza ai livelli più profondi, come hanno scritto in un saggio del 2011 i ricercatori Guillermo A. Lemarchand e Jon Lomberg , "Comunicazione con Intelligenze Extraterrestri." 
Per secoli, coloro che avevano speculato circa la possibilità di un eventuale contatto con delle civiltà extraterrestri , si erano posti la domanda su come rispondere al loro messaggio e comunicare con loro.Già nel 19 ° secolo, il matematico tedesco Carl Friedrich Gauss aveva proposto il taglio della vegetazione in modo da formare nelle praterie siberiane dei giganteschi triangoli o ellissi , nella speranza che gli astronomi alieni li avrebbero visti rendendosi conto che gli esseri umani sono abbastanza intelligenti per capire le basi della geometria. 
Nel 1937, l'inventore visionario Nikola Tesla sosteneva che aveva sviluppato un apparecchio elettrico in grado di comunicare con altri mondi, anche se non ha mai rivelato esattamente come funzionava nonostante che alcuni ricercatori avevano tentato di provarlo.Nel 1974, l'astronomo Frank Drake, l'autore dell’equazione di Drake, fece un tentativo per calcolare la probabilità di trovare pianeti abitati da forme di vita intelligente . Avvalendosi dell’ osservatorio di Arecibo, Puerto Rico egli trasmise il primo messaggio radio inviato deliberatamente agli extraterrestri. Il messaggio di tre minuti, era diretto a un ammasso di stelle distanti 25.000 anni luce e consisteva in lunghe stringhe di zeri e di uno, il tipo di comunicazione binaria usata dai computer.
Tradotto in un grafico, il codice raffigura la forma del telescopio di Arecibo, il nostro sistema solare, una molecola di DNA, una figura stilizzata di un essere umano, e alcuni elementi della biochimica della vita precoce.Finora, il messaggio di Drake ha viaggiato solo in una piccola frazione di spazio percorrendo una distanza sufficiente da coprire e raggiungere una civiltà aliena, presumendo che qualcuno su una stella lontana ci stesse ascoltando. Ci si pone un altro problema nel tentativo di comunicare via radio con civiltà lontane . Nel momento in cui riceviamo un messaggio che ha viaggiato per centinaia o migliaia di anni, nell’ inviare una risposta, gli umani che hanno iniziato il contatto saranno dimenticati, e nei peggiori dei casi, la nostra specie potrebbe essere estinta. 
Presumendo che un giorno saremo in grado di trascendere questo problema sviluppando una sorta di comunicazione più veloce della luce, o che gli alieni ci faranno visita come nel film del 1977 "Incontri ravvicinati del terzo tipo" , come riusciremo a comunicare con loro?Al posto di una lingua parlata o scritta, alcuni hanno suggerito di utilizzare la matematica o le illustrazioni di principi scientifici come metodo di comunicazione. 
Questa strategia, nota come il principio di Lomberg, presuppone che la mente aliena organizza le idee e le percezioni in modo simile al nostro . Un'altra idea sarebbe quella di utilizzare un mix di suoni di fenomeni connessi con la vita sulla Terra, dal suono della pioggia e animali fino ai rumori e voci di bambini, come una sorta di fonetica "mappa cognitiva" che spiegherebbe agli alieni la natura della nostra specie. 
Ma ci sono anche quelli che sostengono che non dovremmo cercare di comunicare con gli alieni . In un documentario del 2010, il fisico Stephen Hawking avverte che se gli extraterrestri dotati di una tecnologia più avanzata della nostra hanno visitato la Terra, potrebbero sfruttare o sterminare il genere umano, come avvenne con lo sbarco di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo che si trasformò in un disastro per i popoli indigeni. 
"Dobbiamo solo guardare a noi stessi per vedere come potrebbe svilupparsi la vita intelligente in qualcosa che non vorremmo incontrare," ha dichiarato Stephen Hawking.
Da: Patrick J. Kiger
Fonte di riferimento

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