martedì 9 dicembre 2014

C'è vita su Marte? Un nuovo meteorite riapre il dibattito

meteorite
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Il meteorite Tissint è stato strappato dalla superficie di Marte 700 mila anni fa,
Chi di voi non si e’ mai posto la domanda se c’e’ vita su Marte? O meglio, è possibile che qualche forma di vita possa esistere sul pianeta rosso?. Le analisi di un nuovo meteorite proveniente dal Pianeta Rosso sembrano fornire la risposta che cercavate.
Tissint
Un team internazionale di ricercatori, infatti, ha appena pubblicato uno studio sulla rivista Meteoritics e Scienze Planetarie, in cui si dimostra che la vita marziana è molto più probabile di quanto si pensasse.
"Abbiamo sviluppato un'altra teoria che è molto più convincente”, spiega Philippe Gillet, direttore del Laboratorio di Scienze Planetarie della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL) . 
Philippe Gillet e i colleghi provenienti dalla Cina, Giappone e Germania hanno condotto un'analisi dettagliata di residuati di carbonio rilevato in un meteorite marziano e hanno concluso che, di sicuro, la sua origine è biologica. I ricercatori sostengono che il carbonio si sarebbe depositato nelle fessure della roccia, quando era presente su Marte, attraverso la filtrazione dei liquidi che erano ricchi di sostanze organiche. Il meteorite, chiamato Tissint, è stato strappato dalla superficie di Marte 700 mila anni fa, probabilmente a causa dell'impatto esercitato dalle altre rocce contro il suolo marziano. 
Dopo il suo lungo viaggio , il meteorite Tissint cadde il 18 luglio 2011 nel deserto del Marocco, nella regione di Guelmim-Es Semara.La sua traiettoria di impatto è stata seguita da numerosi testimoni. Il meteorite, dopo la sua entrata nell'atmosfera, si e’ rotto in numerosi frammenti alcuni dei quali sono stati finora recuperati, il cui peso totale si aggira sui 7 kg. 
Al microscopio, si può vedere come la roccia e’ caratterizzata da un gran numero di piccole crepe riempite con un materiale ricco di carbonio. Diversi gruppi indipendenti di ricercatori hanno concluso, dopo attente analisi, che la fonte di carbonio è inconfondibilmente organica facendo ritenere che la sua origine e’ da attribuirsi direttamente a una attività biologica. 
Ciò che non è noto è se l'attività biologica possa aver avuto luogo su Marte . Attraverso le analisi microscopiche e degli isotopi della sostanza chimica condotte finora hanno portato i ricercatori a suggerire diverse possibili origini per giustificare la presenza di tale carbonio. L'origine terrestre di quel tipo di carbonio (dovuta presumebilmente alla contaminazione dopo che il meteorite e’ caduto in Marocco) è stata completamente scartata visto che è stato depositato nella roccia prima che venisse strappata via da Marte. 
Il team guidato da Gillet contesta anche alcune ricerche precedenti (come pubblicato da Steele in Science nel 2012), che suggeriscono che il carbonio può insorgere durante la cristallizzazione, a temperature molto elevate, fino a diventare magma. Secondo il nuovo studio, tuttavia, la spiegazione più probabile è che una ricchissima presenza di composti organici liquidi di origine biologica si sono infiltrati nelle rocce a bassa temperatura e molto vicino alla superficie di Marte. Questa conclusione è supportata da diverse proprietà intrinseche del carbonio presente nel meteorite Tissint, come la differenza di rapporto tra il carbonio 13 e carbonio 12, significativamente inferiore alla quota che caratterizza la CO2 presente nel carbonio dell'atmosfera marziana misurata dalla sonda Phoenix e da Curiosity. 
Inoltre, la differenza tra queste due percentuali di carbonio corrisponde perfettamente a quella rilevata sulla Terra tra un pezzo di carbone di origine biologica e di carbonio atmosferico. Ma potrebbe anche essere che il carbonio in questione non ha avuto la sua origine su Marte. I ricercatori suggeriscono, infatti, che tutto questo materiale organico potrebbe essere stato portato su Marte da altri meteoriti che in passato avevano colpito la zona . 
Questa e’ una teoria da prendere in seria considerazione anche se improbabile, data la bassa concentrazione di materia organica rilevata su altri meteoriti dello stesso tipo.  "Bisogna essere prudenti nell’insistere di voler a forza chiarire l'origine di questo carbonio soprattutto quando si tratta di un argomento molto sensibile”ha dichiarato Gillet. 
"Sono completamente aperto a tutte le altre possibilità illustrate da eventuali altri studi che possano contraddire i nostri risultati di tale portata che fanno ritenere definitivamente la possibile esistenza di attività biologica su Marte, almeno in passato. " 

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