La sonda Rosetta svela le origini degli Oceani

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La sonda Rosetta dell'ESA ha rilevato del vapore acqueo sulla cometa 67P/Churyumov – Gerasimenko che potrebbe essere significativamente diverso da quello presente sulla Terra. Questa scoperta sta facendo discutere gli scienziati che da sempre cercano di fornire una spiegazione accademica sull'origine degli oceani presenti sul nostro pianeta.


67P Churyumov
Le misurazioni sono state effettuate nel mese successivo all'arrivo della sonda Rosetta sulla cometa 67P / Churyumov – Gerasimenko, una data memorabile risalente al 6 agosto 2014. Quello che e’ emerso e’ solo uno dei primi risultati più attesi della missione, perché l'origine dell'acqua terrestre è ancora una questione aperta.Una delle ipotesi principali sulla formazione della Terra è che era così calda quando si formò 4,6 miliardi di anni fa, che l’originale contenuto di acqua avrebbe subito una forte ebollizione.
Quello che vogliono scoprire gli scienziati e’ da dove proviene l’acqua che ricopre i due terzi della superficie della Terra.In questo scenario, l’acqua si sarebbe potuta formare dopo che il nostro pianeta ha subito un drastico raffreddamento, molto probabilmente a seguito delle collisioni con delle comete e asteroidi. Il contributo relativo a ciascuna classe di oggetti per l'approvvigionamento idrico del nostro pianeta è, tuttavia, ancora dibattuto.
La chiave per determinare come l'acqua abbia potuto avere una sua origine 'unica nel suo genere',sta nel fatto che la percentuale di deuterio,una forma di idrogeno arricchito da neutroni e’ maggiore rispetto all'idrogeno normale.Questa percentuale è un importante indicatore della formazione e dell’ evoluzione precoce del sistema solare, che secondo le simulazioni teoriche avrebbe subito un cambiamento nel corso del tempo e con l’aumentare della distanza dal sole. Un obiettivo chiave è quello di confrontare il valore dei diversi tipi di molecole presenti nei corpi celesti con quelle misurate negli oceani della Terra, al fine di determinare la loro quantità e tipo, fattore essenziale per stabilire come abbiano potuto contribuire alla formazione dell’acqua sulla Terra.
Grazie alla dinamica del primo sistema solare, questo non è un processo semplice visto che le Comete provengono dalla lontana nube di Oort originariamente formatasi dalle parti di Nettuno, una zona abbastanza lontana dal sole che avrebbe permesso all’acqua ghiacciata di mantenere le sue caratteristiche molecolari. In seguito le comete sarebbero state disperse verso i confini del sistema solare a causa delle interazioni gravitazionali con i grandi pianeti gassosi dove si stabilizzarono nelle loro orbite.
Di tanto in tanto questi corpi vengono disturbati dalla loro posizione e inviati verso il sistema solare interno, dove le loro orbite sono condizionate dall'influenza gravitazionale di Giove. Le precedenti misurazioni di deuterio / idrogeno (D / H) confrontate con alcuni elementi presenti sulle comete hanno mostrato una vasta gamma di valori simili. 
Delle 11 comete sulle quali sono state fatte delle misurazioni, solo la cometa Cometa 103P / Hartley appartenente alla famiglia di Giove ha mostrato avere la composizione molecolare dell'acqua simile a quella riscontrata sulla Terra, caratteristiche emerse nel 2011 a seguito delle osservazioni condotte durante la missione Herschel dell'ESA. Pertanto, nonostante il fatto che gli asteroidi avrebbero potuto avere un contenuto d'acqua complessiva molto inferiore rispetto a quella delle comete, un gran numero di impatti di questo tipo potrebbero aver portato alla nascita degli oceani terrestri.
© Fonte di riferimento:disclose.tv

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