venerdì 26 dicembre 2014

Qual è la prova più convincente sull’esistenza di civiltà aliene?

Stupidi ubriachi!
Quando la gente si pone l’interrogativo su come poter comunicare con altre civilta’ interstellari, spesso preferisce delegare questo compito esclusivamente all’esperienze di qualche professionista al quale verra’ affidato il difficile compito di programmare un messaggio scientifico da essere inviato ai nostri vicini extraterrestri attraverso trasmissioni radio e concordati multi-nazionali.
Forse un oggetto fisico simile al disco d'oro attaccato al veicolo spaziale Voyager? Tutto ciò potrebbe far sembrare nobile questa intenzione se non fosse che una di queste trasmissioni era stata fatta nel 1983 da una coppia di astronomi giapponesi ubriachi, Hisashi Hirabayashi e Masaki Morimoto. 
Sotto l'influenza dell’alcool, gli astronomi avevano trasmesso un messaggio al sistema Altair semplicemente perché la sua vicinanza avrebbe permesso una risposta "rapida" qualora il segnale fosse stato captato da qualche forma intelligente di vita aliena . Qualora quel segnale fosse stato correttamente interpetrato, gli alieni ubriachi avrebbero dovuto rispondere con un altrettanto "Cin cin" il cui segnale di risposta sarebbe dovuto arrivare sulla Terra nel 2015. Forse gli alieni potrebbero pensare che sulla Terra sono tutti ubriachi e che per questo motivo i suoi abitanti sono facili da colonizzare. 
Gli scienziati ritengono che presto potranno ricevere dagli alieni del sistema solare Altair un messaggio di posta elettronica mentre gli astronomi sono certi che il suo arrivo è previsto entro il prossimo 2015. Si dice che il messaggio sarà la risposta ad un segnale radio che era stato inviato ad Altair un quarto di secolo fa da Hisashi Hirabayashi, un astronomo giapponese.Secondo Hirabayashi l’arrivo della risposta e’ previsto per il 2015. Questo è nel caso in cui degli esseri intelligenti hanno effettivamente ricevuto il messaggio dopo averlo decodificato inoltrando una risposta immediata verso la Terra. 
Vale la pena ricordare che Altair si trova a 16 anni luce dal nostro pianeta.Hisashi Hirabayashi ha lavorato come scienziato presso l'Università di Tokyo e l’Astronomical Observatory. Attualmente questa istituzione si chiama Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone. Nel 1983, insieme al suo collega Masaki Morimoto, ha inviato il messaggio utilizzando un radiotelescopio statunitense.Era il periodo in cui i giapponesi celebravano la festa di Tanabata, una festa tradizionale che segna l'incontro nel cielo notturno di Vega e Altair, due stelle che simboleggiano rispettivamente la dea Orihime e il dio Hikoboshi .Gli astronomi ritengono che il loro messaggio ha raggiunto Altair nel 1999, il quale comprendeva 13 immagini con codifica binaria.
Ogni immagine misura 71 x 71 pixel e illustra le caratteristiche del nostro sistema solare, la posizione del nostro pianeta, gli elementi chimici conosciuti, numeri interi e la base strutturale del DNA umano. Gli scienziati hanno anche cercato di spiegare il modo in cui le forme di vita si sono biologicamente evolute sulla Terra.   Secondo le teorie fornite da Hirabayashi nel caso in cui il livello di intelligenza degli alieni fosse sufficientemente evoluto per ricevere e decodificare il messaggio, essi saranno in grado di inviare una risposta. Tuttavia, molti ricercatori sono scettici su una eventuale risposta da parte degli alieni.  "Credo che gli alieni esistono, ma sono difficili da trovare visto che non abbiamo ancora tilevato altri pianeti all’interno del sistema di Altair, quindi è altamente improbabile che riceveremo una risposta ", ha dichiarato l’astronomo giapponese. 
Recentemente le immagini inviate dall'astronomo sono state rese pubbliche da Morimoto, che lavora presso l'Osservatorio Astronomico Nishi-Harima, il quale ha scoperto che tra le altre immagini inviate a Altair c'era una che comprendeva la formula molecolare per l'etanolo, con i caratteri kanji facendo riferimento a Kanpai, che è un tipo di brindisi giapponese insieme alla parola inglese "Evviva" un termine anglosassone che significa “salute” nella versione nostrana. Hirabayashi scherza sul fatto che ci sono poche possibilità che gli alieni abbiano avuto modo di interpetrare correttamente quella parte del messaggio presupponendo che gli extraterrestri potrebbero essere astemi e non gradire quel tipo di saluto.
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