sabato 17 gennaio 2015

Come convincere gli scettici che alcunii Ufo non sono il prodotto di luminosi riflessi atmosferici?


 © Fonte di riferimento:Journal of Borderland Research
Nel suo libro,Flying Saucers , il dottor Donald Menzel, dell’Università di Harvard, ha cercato di convincere l’opinione pubblica che i dischi volanti sono semplicissimi fenomeni naturali, cose di tutti i giorni. Fra le altre cose, egli spiega in che modo la luce dei fari di una automobile, riflessa verso l’alto, su di uno strato di aria fredda, possa causare l’apparizione nel cielo di una sagoma discoidale .

Questa ipotesi potrebbe essere considerata plausibile se non fosse che a quei tempi c’erano solo i fari delle automobili ad illuminare il cielo senza calcolare che l’unica illuminazione artificiale sprigionata dalla Terra era quella fornita dalle lampade a petrolio. Secondo il dottor Menzel, anche le meteore potrebbero essere state scambiate per dischi volanti per cui egli ritiene che alcuni UFO non sono altro che bolidi provenienti dallo spazio. 
In generale, le meteore sono osservabili solo per un brevissimo secondo poiche’viaggiano ad una velocità variabile tra i dieci e i sessanta chilometri al secondo, e di solito vengono consumate dall’attrito con la nostra atmosfera prima di toccare il suolo. Le meteore non cambiano improvvisamente direzione: non si fermano, non restano immobili nell’aria, non procedono a velocità che varia da centocinquanta a millecinquecento chilometri l’ora. 
Il dottor Menzel spiega in modo estremamente il comportamento delle« luci di Lubbock » e delle altre formazioni luminose.Nel suo laboratorio, sotto lo sguardo estatico dei suoi studenti di Harvard, egli ha perforato una formazione a forma di V su di un grosso cartone. 
Quando ha fatto filtrare una luce attraverso questa formazione, proiettandola sull’acqua, ha ottenuto un riflesso molto simile alle « Luci di Lubbock ». Questo presuppone, allora, che in varie parti della Terra enormi schermi di cartone siano stati piazzati in punti strategici, e che le luci molto potenti (senza dubbio prese in prestito da una vicina e gentilissima batteria di riflettori) siano state dirette, attraverso file di buchi perforati nei cartoni predetti, su qualche distesa d’acqua locale e come conseguenza, abbiano prodotto le nostre formazioni di dischi volanti. 
È abbastanza strano che nessuno sia ancora riuscito a scoprire questi schermi di cartone. Per produrre un effetto tale da ricoprire tutto il cielo e da sbalordire i professori Robinson, Oberg e Ducker, gli schermi di cartone dovevano essere molto grandi, e la sorgente luminosa estremamente potente. Senza dubbio, qualcuno li avrebbe notati. Tuttavia, il dottor Menzel e’ convinto che alcuni dischi volanti avvistati fino ad ora potrebbero essere palloni che volano ad alta quota: ma solo quelli che si muovono secondo i venti che soffiano di solito a tali quote anche se in quel periodo , i palloni in circolazione erano pochissimi e nessuno di loro era certamente in grado di raggiungere la parte superiore della stratosfera. Quanti sostengono che tutti i dischi volanti sono palloni (e viceversa) non si sono mai presi il disturbo di analizzare i fatti. 
(questo e’ rivolto agli scetticci con le pinne saldamente impiantate per terra).


N.B.-Post a scopo divulgativo 
senza fine di lucro,ai sensi art.2 comma 1-bis, art. 70 del Fair Use.
 Conformemente al Titolo 17 USC Sezione 107, il materiale in questo sito è distribuito senza profitto a coloro che hanno espresso interesse nel ricevere le informazioni incluse per la ricerca a scopi educativi.

Nessun commento :

Posta un commento

Anche con un centesimo di € potrai aiutare questo Blog a sopravvivere

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.