mercoledì 29 aprile 2015

Stiamo vivendo in un ologramma bidimensionale?

ologramma
Per la prima volta, gli scienziati hanno affermato che una teoria alquanto fantastica potrebbe essere corretta e venire accettata dalla comunità scientifica in merito ad alcuni 'modelli realistici' del nostro universo .



Il principio olografico suggerisce che una invisibile dimensione 2D potrebbe esistere intorno a noi.  Questa dimensione contiene tutte le informazioni necessarie per descrivere tutto ciò che caratterizza e costituisce il mondo 3D.
Dal 1997, le equazioni utilizzate per dimostrare il principio olografico potrebbero essere corrette visto che si basano su modelli che contraddicono le teorie sul nostro universo.Ora gli scienziati hanno dimostrato come funziona un universo che è in gran parte piatto. Stiamo vivendo in un ologramma gigantesco, e tutto quello che vediamo intorno a noi è solo una proiezione di una superficie bidimensionale.Questa è la teoria bizzarra proposta nel 1997 dal fisico Juan Maldacena, che è riuscito a dimostrare la sua esistenza attraverso alcune equazioni che solo in parte spiegano il nostro universo. 
Ora i ricercatori Austriaci sono stati in grado per la prima volta, di mostrare come questo strano principio olografico può lavorare anche in un modello più realistico del nostro cosmo.
Il principio olografico suggerisce che, come il chip di sicurezza apposto su una carta di credito, esisterebbe una dimensione bidimensionale che non possiamo vedere e che in questo caso è il nostro universo. In sostanza, il principio afferma che i dati contenuti negli oggetti 3D - come il dispositivo con cui stai leggendo questo post - potrebbero essere nascosti in una regione dell'universo che riproduce quello in cui viviamo, unw versione appiattita e 'reale' dell'universo. 
Maddalena è giunto a questa conclusione quando ha scoperto che le descrizioni matematiche dell'universo in realtà farebbero riferimento a una dimensione molto meno conosciuta perché mai accettata scientificamente 
Ma fino ad ora, questo principio è stato studiato solo in qualcosa come "spazi e curvature anti-de-sitter '- o spazi esotici con curvatura negativa. 
Gli scienziati si sono avvicinati a questi mondi nel tentativo di unire e descrivere la gravità in un ambiente tridimensionale, e prevedere il comportamento delle particelle quantistiche in queste due dimensioni spaziali.
Gli spazi Anti-de-sitter sono a curvatura negativa, e qualsiasi oggetto gettato su una linea retta alla fine farebbe ritorno al luogo di origine. Il problema è che esistono molti diversi spazi nel nostro universo.
Il nostro universo è in gran parte piatto, e sulle distanze astronomiche esso diventa percettibile attraverso una curvatura positiva. 
L'ultimo studio condotto dagli scienziati dell'Università della Tecnologia di Vienna ora suggerisce che il principio olografico si basa su uno spazio-tempo piatto. 
'Juan Maldacena ha proposto l'idea che ci sia una corrispondenza tra le teorie gravitazionali, gli spazi anti-de-sitter e curvature temporali, con le teorie quantistiche dei campi e spazi caratterizzati da una dimensione in meno',ha dichiarato Daniel Grumiller dell'Università Tecnica di Vienna.
Fonte di riferimento:dailymail.co.uk

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