lunedì 18 maggio 2015

Avrocar: il disco volante dimenticato

Avrocar_thumb[1]
Le teorie su ciò che sta dietro al fenomeno UFO variano da bizzarri trattati scientifici,spiegazioni pseudo-religiose fino a evocare esseri come i Bigfoot e civiltà avanzate che una volta popolavano il continente scomparso di Atlantide.Un pezzo del puzzle potrebbe trovarsi in un velivolo sperimentale che negli anni '50 e '60 ha ricevuto una seria attenzione da parte delle autorità militari americane e canadesi .

Soprannominato il VZ-9 Avrocar, il velivolo assomiglia stranamente alle popolari concezioni dei dischi volanti, che sono il tipo più comunemente riportati durante gli avvistamenti UFO.L'AVROCAR è stato il frutto di avanzati e avveniristici progetti di aerei disegnati dall'anticonformista Jack Frost che ha lavorato con la ditta aeronautica britannica de Havilland durante la Seconda Guerra Mondiale.
Egli è stato un pioniere nella ricerca di soluzioni concernenti i viaggi supersonici e altri concetti avanzati. 
Nel 1947, ha firmato un contratto con la compagnia aerea Avro Canada, formando così un team affiatato di ricercatori rinnegati che si dedicarono con anima e corpo allo sviluppo di progetti avanzati attraverso il Gruppo Speciale (SPG). Questa loro attività fuori dagli schemi è sufficiente per mandare su tutte le furie gli appassionati della cospirazione.
In aggiunta al mistero che si cela dietro all'organizzazione c'è il fatto che essa ha funzionato sviluppando disegni di aeromobili altamente sperimentali.
Jack Frost e suoi colleghi della SPG avevano immaginato un nuovo modo di incanalare la spinta di un motore aereo,in modo da farlo decollare verticalmente (VTOL).  Nel 1950, i funzionari canadesi e americani avevano considerato seriamente una possibile guerra nucleare contro i sovietici. 
In uno scenario in cui la maggior parte degli aeroporti sarebbero stati distrutti dalle bombe atomiche, i pianificatori militari consideravano lo sviluppo di aeromobili VTOL una priorità assoluta.
La squadra di Frost riteneva che la risposta all'elaborazione di tali velivoli si trovava nello sfruttamento dell'effetto Coanda, in cui l'aria pressurizzata poteva fluire sopra la parte superiore di un velivolo a forma di disco, facendolo librare dal suolo. I ricercatori hanno teorizzato che un tale velivolo sarebbe risultato molto stabile sia a velocità supersoniche che subsoniche. 
Questo avrebbe dato alla nazione in possesso di questi veicoli una indiscussa superiorità tecnica sui suoi nemici.Nonostante i potenziali benefici di questa ricerca, le autorità della difesa canadese hanno abbandonato i complicati disegni di Frost favorendo altri progetti più pratici. Non disposto a rinunciare facilmente, il progettista ha catturato l'attenzione dei funzionari degli Stati Uniti, quando hanno visitato le strutture dell'Avro Canada nel 1953.
Nel 1955,incuriosita dalla sua proposta, la US Air Force elargi' dei considerevoli finanziamenti per lo sviluppo del progetto premiando l'organizzazione clandestina con una sovvenzione di 750.000$. L'Avro ​​Canada effettuo' un investimento di 2,5 milioni dollari proprio l'anno successivo.
Con i consistenti fondi investiti nello sforzo, i funzionari statunitensi misero sotto pressione Jack Frost e il suo team invitandoli a produrre risultati. Finalmente, nel 1957, l'USAF ottenne un motore proof-of-concept sviluppato dalla squadra di Frost. Purtroppo, il test del prototipo non era andato a buon fine come originariamente previsto dai progetti di Frost. Il motore perdeva olio e rischiava di provocare incendi.Per evitare gravi incidenti, i membri del team costruirono una cabina in acciaio rinforzato in cui testare il dispositivo. 
Nonostante queste misure di sicurezza, il loro prototipo era semplicemente troppo potente per essere controllato. I finanziatori cominciarono a perdere interesse quando Frost propose la costruzione di un modello in scala che alla fine divenne l'Avrocar. L'Avrocar era più vicino a un disco volante piuttosto che a un dispositivo tradizionale contravvenendo alla scienza terrestre di quel periodo. Il prototipo era costituito da un disco di 18 piedi di diametro e 3 ½ piedi di spessore. Al suo centro si trovava un rotore alimentato da tre motori Continental J69-T-9 jet. 
Progettato per un equipaggio di due persone, è stato costruito in modo che il pilota potesse operare e controllare il velivolo avvalendosi di un unico jostick.Frost, che era un eccellente venditore, promise che la sua invenzione avrebbe viaggiato a centinaia di miglia all'ora e raggiungere un'altitudine di 10.000 piedi. Come con la maggior parte delle sue previsioni, però, la dura realtà fece aprire gli occhi ai progettisti del disco volante.
Forze aerodinamiche fecero in modo che il velivolo si sarebbe potuto muovere solo in avanti e indietro rendendosi incontrollabile durante la risalita. 
Il Gruppo Progetti Speciali cercò in diversi modi di risolvere il problema, ma senza alcun risultato.
Nella sua versione definitiva, la velocità massima dell'Avrocar era di 35 miglia all'ora, forse più vicino alle 80 miglia che gli avrebbe permesso di salire a circa tre piedi dal suolo prima di destabilizzarsi.Gli sforzi per salvare il progetto continuarono fino alla fine del 1961, quando il governo staccò definitivamente la spina. Nonostante il suo triste record, l'Avrocar rimane uno dei tanti avveniristici progetti mai realizzati dell'aeronautica anche se in realtà, oggi possiamo ammirare uno dei due prototipi esposti al pubblico presso il Museo della United States Air Force a Dayton, Ohio. 
Per chi non conoscesse meglio questi sfortunati velivoli, si potrebbe pensare che i progettisti dell'Avro stessero cercando di costruire un vero e proprio veicolo spaziale forse ispirati da qualche autentica navicella extraterrestre. 
Qual'è la verità sul fallimento di questo progetto? 
Qualora i militari fossero riusciti a costruire un disco volante capace di straordinarie prestazioni, secondo voi ve lo verrebbero a dire?
Fonte di riferimento: .boldride.com

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