"Pensare che siamo soli nell'universo è come credere ancora a Babbo Natale"

SETI alien life
Il SETI,come tutti sanno, è il centro privato che ha ereditato dal programma spaziale della NASA quello che doveva essere lo scansionamento del cielo finalizzato alla ricerca di un ipotetico segnale radio che sarebbe dovuto provenire da un'altra civiltà avanzata che molti ritengono nascondersi da qualche parte dell'universo. 
L'Astronomo Seth Shostak è convinto che se c'è vita là fuori la troveremo entro due decenni Foto: Alamy
Alcuni scienziati continuano a ironizzare su una tale possibilità per cui preferiscono concentrare le loro attenzioni e discutere su questioni più terrestri. Questa è la reazione comprensibile di molti scettici soprattutto quando qualcuno comincia a parlare di extraterrestri. 
Con le loro battute sarcastiche non fanno altro che vanificare ciò che si vorrebbe spiegare e ipotizzare allo stesso tempo. 
Gli esperti della ricerca di alternative forme di vita su altri pianeti si sono ormai abituati allo scetticismo che sembra contradistinguere questa particolare categoria di scienziati. 
Seth Shostak è il direttore dell'Institute for Intelligent per la ricerca di vita extraterrestre (SETI, il suo acronimo in inglese) che probabilmente è l'unico posto al mondo in cui viene affrontato seriamente questo argomento . 
Situato in una delle tante strutture di ricerca di Mountain View, California, nel cuore della Silicon Valley, è un centro privato che ha ereditato quello che una volta era un programma ufficiale della NASA il cui scopo era quello di ascoltare i rumori provenienti dallo spazio con il presupposto di rilevare segnali radio trasmessi presumibilmente da altre civiltà intelligenti. 
Il suo direttore è uno dei pochi al mondo seriamente intenzionati ad ascoltare quello che potrebbe essere un tentativo di contatto da parte degli alieni, qualcosa che non ha niente a che vedere con la speculazione ma avvalorato solo da certezze scientifiche. 
La ricerca di un segnale provenuente dallo spazio ha avuto inizio negli anni '60, quando gli alieni avevano invaso la cultura popolare. 
"L'idea è quella di contattare altre civiltà aliene entro il prossimo mezzo secolo." ha dichiarato Shostak.
Quando il ricercatore è entrato a far parte del SETI nel 1990, si trattava di un programma ufficiale della NASA che è stato annullato nel 1992, appena un anno dopo aver iniziato l'attivita' di ascolto dei rumori provenienti dallo spazio. 
Da allora, è stata ripresentata una proposta su come spendere una parte del denaro pubblico destinato alla ricerca che doveva essere condotta attraverso il programma SETI in modo da mettere un freno a una serie di speculazioni dissacranti portate avanti da alcuni scienziati con i piedi per terra . 
Per sostenere questa ricerca un gruppo di investitori della Silicon Valley hanno ripreso il programma  grazie al sostegno di alcuni fondi elargiti dai privati. 
Shostak afferma che il programma federale è tutt'ora intenzionato a finanziare la ricerca con un budget di un milione di dollari l'anno. 
L'esempio di questo impegno ci viene fornito dal Congresso degli Stati Uniti che ha trovato i finanziamenti necessari per sostenere un programma rivolto al monitoraggio degli asteroidi, dopo che nel 1994, gli astronomi hanno osservato le immagini della cometa Shoemaker mentre si schiantava su Giove provocando una forte esplosione dalle dimensioni della Terra.
Queste ricerche avevano lo scopo di tracciare la traiettoria degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra il cui monitoraggio viene condotto ancora ai giorni nostri  .
Fonte di riferimento: elpais.com

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