sabato 4 luglio 2015

La misteriosa scomparsa dei guardiani del faro di Flannan

faro di Flannan
La luce emessa dal faro che segnalava la presenza delle isole Flannan avrebbe dovuto lampeggiare due volte ogni 30 secondi. Con il bel tempo, il faro poteva essere osservato fino a 20 miglia di distanza, anche se l'arcipelago, al largo della Scozia era solitamente avvolto da fitte nebbie tali da occultare la presenza di pericolosi scogli e nascondere il profilo delle coste.

Il funzionamento del faro era stato affidato a un team di tre uomini che ogni giorno dovevano salire a 23 metri di altezza pur di garantirne la corretta alimentazione assicurata grazie al continuo avvicendamento del personale che ogni due settimane si davano il cambio. 
Il 7 dicembre 1900, James Ducat fu incaricato di posticipare il suo turno di lavoro per altri 14 giorni visto che il suo assistente, William Ross si era malato venendo sostituito da Donald MacArthur. Il trio così composto venne integrato da un secondo assistente di nome Thomas Marshall.
Durante la loro permanenza, l'isola fu avvolta da una fitta nebbia proprio quando il giorno 15, la SS Archtor si stava avvicinando pericolosamente agli scogli visto che dal faro non veniva emessa alcuna luce di segnalazione . 
Il 26 dicembre, l'equipaggio della nave SS Espero scoprì che non c'era nessuno in loco, creando un mito intorno a questo mistero dopo che i tre guardiani inglesi incaricati del funzionamento del faro scomparvero dall'isola senza lasciare traccia. La piccola isola che si trova nel bel mezzo dell'oceano era particolarmente difficile da raggiungere per via delle particolari condizioni del mare. Inoltre nelle sue immediate vicinanze non vi erano altri luoghi dove avrebbero potuto nascondersi i guardiani del faro. 
Anche l'accesso all'isola risultava molto difficile per via delle rocce taglienti e dai pendii scoscesi.Come hanno fatto a scomparire nel nulla i tre uomini che presidiavano l'unico edificio presente su quest'isola remota?
Da premettere che i loro abiti erano stati rinvenuti al loro posto, e le vettovaglie sistemate accuratamente nei rispettivi scaffali. Macarthur era un custode occasionale che veniva impiegato solo quando i membri del gruppo incorrevano in qualche imprevisto. Di solito sulla barca solitamente utilizzata per raggiungere l'isola, c'era anche Robert Muirhead, un incaricato della Soprintendenza dei fari il cui compito era quello di ispezionare e mantenere uno stretto controllo sugli uomini di cui era responsabile attraverso la sua supervisione. 
Il sovrintendente spesso trascorreva alcuni giorni sull'isola con lo scopo di controllare che tutto funzionasse in mofo perfetto.
Dopo aver avuto una breve discussione con il custode principale sui miglioramenti da apportare al faro il funzionario compilo' un rapporto sull'accaduto per poi salutare il personale e fare ritorno sulla terra ferma. Il sovrintendente fu l'ultima persona a vedere i guardiani del faro. Nel corso della settimana successiva, così come prevedeva la prassi, il faro fu tenuto sotto osservazione dalla terra ferma.
Addirittura fu puntato a intervalli regolari un telescopio rivolto in direzione della costa adiacente  all'isola di Flannan . 
In caso di emergenza, i guardiani del faro avrebbero dovuto issare una bandiera adeguata in modo da segnalare una loro eventuale richiesta di aiuto che sarebbe stato offerto via mare. Nei giorni che seguirono, il faro rimase spesso oscurato dalla fitta nebbia un problema che il sovrintendente aveva cercato di risolvere durante la sua ultima visita al faro avvenuta il 7 dicembre.Nel corso delle due settimane successive, una densa nebbia avvolse l'isola oscurandola fino al 29 dicembre.
La nave di soccorso Breasclete non riuscì a raggiungere il faro se non il 21 dicembre visto che il maltempo aveva impedito il suo avvicinamento alla costa rischiando in più occasioni di sfracellarsi sulle scogliere. 
Le onde e il vento molto forte impedirono l'arrivo della squadra di soccorso che fu costretta a rimanere al largo per altri cinque giorni . Come prevedeva la prassi, i funzionari dovevano essere accolti dal personale del faro che avrebbe provveduto a trasportarli sull'isola a bordo di una piccola barca.
Una bandiera doveva essere issata sulla barca per segnalare la posizione del gruppo di uomini in procinto di dare il cambio al personale desideroso di mettere piede sulla terra ferma. 
Visto che quel giorno nessun uomo cerco' di segnalare la propria presenza sull'isola il capitano Harvie che si trovava a bordo della barca Espero, diede ordine di suonare la sirena. 
Considerando che dall'isola non ci fu alcuna risposta, l'equipaggio si vide costretto ad avvicinarsi alla scogliera senza l'aiuto che sarebbe dovuto provenire dal personale del faro. Questo contrattempo rese molto più difficile il loro lavoro visto che corsero il rischio di essere trascinati da una forte marea.
Una volta sbarcati, gli uomini salirono lungo la scogliera fino a raggiungere la corda utilizzata per contribuire a ridurre i pendii dell'isola.  L'equipaggio di soccorso notò che la porta esterna del faro era stata bloccata un contrattempo risolto grazie a delle chiavi di emergenza fornite da Moore. 
Una volta entrati all'interno del faro, i soccorritori notarono che il luogo era insolitamente deserto. Nessuna traccia di Ducat, Marshall e Macarthur. 
L'orologio sulla parete interna era fermo e il camino spento da diversi giorni per non parlare dei letti dei membri della squadra che erano vuoti e sistemati in modo ordinato.
Sotto il tavolo erano state disposte alcune scodelle contenenti un pasto mai consumato. A questo punto il sovrintendente corse verso la costa gridando che il gruppo era svanito nel nulla come per magia.  Il secondo assistente si unì agli uomini a terra e tutti insieme organizzarono una ricerca approfondita ispezionando tutta l'isola
Ciò nonostante non venne tilevata alcuna traccia degli uomini scomparsi che sembravano essere svaniti nel nulla.Moore e McCormack tornarono alla barca comunicando al capitano Harvie la cattiva notizia. Nel frattempo la nave Espero sarebbe tornata a Breasclete per informare le autorità su quello che era successo. Dalla nave Harvie fu inviato un telegramma diretto alla segreteria informando i vertici della misteriosa scomparsa dei guardiani. Il registro cronologico del faro avrebbe dovuto fornire degli indizi sugli eventi che avrebbero preceduto la scomparsa della squadra.
Il diario intatto, conteneva tutte le procedure operative e alcuni dati dettagliati oltre ai rapporti giornalieri stilati fino al giorno 13.  I documenti riportavano che il giorno 14 una forte tempesta imperverso' sull'isola e che la mattina dopo sembrava aver perso forza senza specificare alcun'altra indicazione circa le motivazioni che avrebbero potuto giustificare la scomparsa dei tre guardiani.
Ancora oggi circolano molte teorie, come gli effetti devastanti provocati da onde gigantesche, una collettiva follia suicida, rapimenti alieni e mostri marini, tutte ipotesi che potrebbero spiegare la misteriosa scomparsa dei tre uomini.
Le Isole Flannan su Google Earth: 58 ° 17'18.00 "N, 7 ° 35'24.00" W
Fonte di riferimento:forgetthefear.blogspot.it

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