sabato 15 agosto 2015

Ascoltare i suoni emessi da forme di vita aliena senza comprenderne il significato

 
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Le sonde spaziali hanno esplorato i principali pianeti del nostro sistema solare, rivelando vari e peculiari mondi apparentemente inadatti a sostenere la vita così come la conosciamo. 
Anche se potrebbero esserci degli organismi viventi su Marte (e sulle lune di Giove e Saturno), ciò non vuol dire che dei "marziani" come quelli della fantascienza, possano nascondersi da qualche parte sul pianeta rosso e altri mondi simili al nostro. 
All'interno del nostro sistema solare, la Terra è l'unico pianeta ideale in grado di sostenere la vita, visto che non è troppo caldo né troppo freddo permettendo all'acqua di scorrere allo stato liquido. Ma le prospettive di trovare delle forme di vita avanzate sono penalizzate dal fatto che quando estendiamo i nostri orizzonti verso le altre stelle, ben oltre la portata di qualsiasi sonda, ci viene la tentazione di pensare che potremmo essere veramente soli in quest'universo, almeno fino ad oggi. 
La recente scoperta più eccitante in astronomia è stata la realizzazione che la maggior parte delle stelle attraggono nella loro orbita innumerevoli pianeti, proprio come il nostro sole, il che farebbe pensare che ci sono letteralmente miliardi di pianeti simili alla Terra nella nostra galassia .
Questi altri pianeti potrebbero avere delle biosfere rigogliose? Dobbiamo rassegnarci all'idea che la nostra Terra è unica nel suo genere, mentre tutti gli altri pianeti sono sterili e privi di vita? Sappiamo troppo poco su come la vita è iniziata veramente, e quali percorsi evolutivi avrebbe intrapreso; una domanda a cui pochi sanno rispondere. 
Comprendere il passaggio dalle molecole complesse alla prima replica dei sistemi di metabolizzazione - dal non vivente al vivente - diventa una questione critica per i biochimici. 
Ancora non sappiamo se la nascita della prima vita è stata del tutto accidentale, o se era qualcosa di inevitabile per via del "brodo chimico" che potrebbe essere presente su qualsiasi pianeta simile alla giovane Terra.
Ma c'è una seconda domanda che merita una risposta:
Anche se non dovessero esistere forme di vita semplice, quali sono le probabilità che qualcosa di organico possa essersi evoluto in organismi intelligenti? 
Sulla Terra, ci sono voluti 3 miliardi di anni prima che la cosiddetta esplosione cambriana avrebbe portato alla nascita di un'immensa varietà di forme di vita portando a sua volta alla comparsa degli esseri umani,in continua evoluzione per via della selezione darwiniana e dopo le grandi estinzioni come ad esempio l'evento di 65 milioni di anni fa che ha spazzato via i dinosauri. Anche se la vita primitiva potrebbe esistere in qualche forma elementare, l'emergere di ciò che immaginiamo come degli esseri avanzati non può non dipendere da molteplici contingenze.
Quindi non possiamo essere in disaccordo su quanti esopianeti potrebbero ospitare forme di vita avanzate. Le ricerche di intelligenze extraterrestri (SETI) costituisce un gioco d'azzardo.
Un segnale manifestamente artificiale - anche un noioso messaggio come un insieme di numeri primi e di cifre in pi greco - sarebbe importante per trasmettere il messaggio che un intelligenza potrebbe essersi evoluta anche altrove assumendo una forma molto diversa dalla nostra. 
Forse queste intelligenze sono in grado di nutrirsi artificialmente e trasmettere segnali apparentemente artificiali generati da computer super-intelligenti (anche se non necessariamente coscienti), creati da una razza di esseri alieni estintisi milioni di anni fa. Alcuni "cervelli" possono confezionare la realtà in un modo che non possiamo concepire. 
Altre intelligenze potrebbero vivere in una dimensione contemplativa, forse sotto un profondo oceano, senza fare nulla per rivelare la loro presenza. 
L'unico tipo di intelligenza che potremmo rilevare (forse la più piccola) potrebbe provenire da un sottoinsieme di prodotti artificiali ottenuti da un'avanzata tecnologia in sintonia con i nostri concetti spirituali.
Ha senso mettere a fuoco le ricerche sui pianeti simili alla Terra e orbitanti attorno a stelle scomparse molto tempo fa? 
Gli autori di fantascienza ci ricordano che ci sono alternative più esotiche. Il grande e famoso filosofo Ludwig Wittgenstein ha detto: "Se un leone potesse parlare, allora vuol dire che non siamo riusciti a farglielo capire." 
Anche se dei segnali trasmessi da altri mondi venissero rilevati dal SETI, sicuramente non saremo in grado di decodificarli, proprio come farebbe un vecchio ingegnere radio cge avrebbe poca familiarità con la modulazione e la decodifica delle moderne comunicazioni digitali.
Fonte di riferimento:.theguardian

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