mercoledì 12 agosto 2015

Paleontologo evoluzionista;”Gli alieni sono come noi”

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Guardando il cielo stellato l'umanità si è sempre chiesta se in questo sconfinato universo potrebbe nascondersi una qualche forma di vita intelligente e quale potrebbe essere l'aspetto che gli farebbe distinguere dal resto del genere umano.
Simon Conway Morris 
Ora, un importante paleontologo evoluzionista presso l'Università di Cambridge, il professor Simon Conway Morris ha pubblicato il suo libro "The Runes of Evolution" in cui afferma che se ci dovesse capitare di incontrare degli alieni, ne rimarremo molto sorpresi nel vedere quanto essi ci assomigliano Molto è stato scritto circa l'esistenza di vita su altri pianeti, dai più seri studi scientifici fino alle superstizioni più estreme. 
In entrambi i casi la questione ha sempre suscitato timore,curiosità e fascino allo stesso tempo, alla stregua delle storie di fantasmi che continuano ad affascinare grandi e piccini. Se ci sono mille modi con cui potrebbero manifestarsi gli alieni è altrettanto vero che c'è una costante folcloristica che tende a descriverli come esseri dall'aspetto non umano. 
Dal film Alien a ET attraverso gli X-Files e Men in Black, in generale, gli alieni sono descritti con grandi teste e strani corpi verdi allungati o cose simili.
Gli astronomi hanno scoperto alcuni pianeti simili alla Terra per via delle loro caratteristiche ambientali, per cui il professor Conway Morris afferma che non è una chimera che gli alieni come gli esseri umani possano vivere in questi nuovi mondi.
Lo scienziato è giunto a questa conclusione basandosi sulla teoria della "evoluzione convergente."
Nel suo libro "Runes of Evolution" egli espone questa teoria che si può sviluppare in diverse specie che si sono evolute come il genere umano per cui il loro aspetto sarebbe simile al nostro. 
In altre parole, non è da escludere che diverse strutture ancestrali possano essersi evolute indipendentemente come un risultato evolutivo simile al nostro.
Un esempio di questo è l'evoluzione dei pterosauri che si sono adattati al volo come gli uccelli e pipistrelli. Il professore afferma che la teoria della convergenza può essere dimostrata in qualsiasi momento nella storia dell'evoluzione, dalle prime cellule fino all'aspetto finale del complesso sistema nervoso. 
Lo studioso inglese conclude affermando che: 
"poiché questa fase evolutiva è ipotizzabile, in linea di principio, l'esistenza di pianeti simili alla Terra dove la vita è possibile, l'evoluzione non sarà stata così diversa da quella terrestre."
L'autore afferma che: "è chiaro che non tutti i pianeti simili alla Terra sono popolati da umanoidi ma da piante sofisticate, che si sono adattate a vivere in quegli ambienti."
Fonte di riferimento:diariopopular

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