venerdì 14 agosto 2015

Scoperto genoma alieno nei cefalopodi

polpi
Per anni, gli strani polpi hanno affascinato molti studenti in biologia. Non a caso, il loro insolito aspetto caratterizzato dalle otto braccia e il "cervello" molto sviluppato, ha fatto in modo che questa bizzarra creatura venisse considerata l'invertebrato più "intelligente" che ne fa del polpo qualcosa di più di un gustoso mollusco. 
Anche se molti confondono la loro capacità di risolvere problemi complessi e comportamenti di apprendimento con la predisposizione per predirre strani oracoli, come nel caso del polpo Paul, la verità è che questo cefalopode risulta un autentico mistero per gli specialisti in zoologia.
Al fine di mettere in luce le caratteristiche biologiche uniche dell'Octopus, si sta cercando di comprendere il suo sistema nervoso molto complesso e soprattutto la sua evoluzione. 
La scienza ha grandi speranze per ricostruire il sequenziamento del DNA di questo mollusco. 
Per fare questo, i ricercatori presso l'Università di Chicago, e dell'Università Berkeley (USA) e dell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Okinawa (Giappone) hanno decodificato il genoma del polpo da due macchie, il cui nome scientifico è bimaculoides Octopus. I risultati di questo studio sul suo sequenziamento genomico, pubblicato recentemente su Nature , hanno completato la mappatura dei profili di espressione genica in 12 differenti tessuti di questa specie. 
Lo zoologo Martin Wells è intenzionato a definire il polpo come una "specie aliena", alla luce delle conclusioni presentate dai biologi marini.
La complessità del "cervello" del polpo
D'altra parte, il genoma del polpo è un tesoro tutto da scoprire. Con un totale di 2.700 milioni di coppie di basi e 33.000 geni, i ricercatori erano convinti che avrebbero trovato numerose duplicazioni di geni nel loro DNA. Nulla è più lontano dalla realtà visto che le caratteristiche del polpo bimaculoides sono leggermente inferiori a quelle dell'essere umano, il che in qualche modo spiega la sua sorprendente complessità. 
I primi esseri intelligenti sulla Terra? 
Dagli studi condotti sui cefalopodi, a cui fanno parte non solo il polipo, ma anche calamari, seppie e nautilus, è emerso come erano i predatori più antichi a vivere negli oceani più di 400 milioni di anni fa. Tra i predatori che hanno avuto più successo nella catena alimentare figurano gli ammoniti, che hanno dominato gli oceani nel periodo Devoniano che sono conosciuti come fossili comuni ai giorni d'oggi. 
Essi si estinsero 66 milioni di anni fa, nella stessa estinzione che spazzò via i dinosauri.
"Erano i primi esseri intelligenti del pianeta", afferma Brenner. In futuro, il ricercatore dell'OIST (Okinawa Institute of Science and Technology Graduate University) ha in programma di sequenziare il genoma di diverse specie di calamari e polpi di Okinawa, in modo che esso possa diventare un vero modello per lo studio dell'organismo e della biologia dei cefalopodi di oggi.
Fonte di riferimento:disclose.tv

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