sabato 26 settembre 2015

Risonanze nucleari nella galassia

nuclear explosions from space
In un recente articolo riportato da "New Yorker" , un importante periodico statunitense noto per le sue copertine di attualità illustrate e spesso, i suoi commenti sulla cultura popolare, lo storico nucleare Alex Wellerstein ha ascoltato alcune anziane persone che il 16 luglio 1945 hanno assistito al flash risultante dalla detonazione della prima bomba atomica fatta detonare durante il test atomico Trinity .
Il calore era tale che l'aria circostante divenne incandescente e opaca, prima di espandersi esteriormente alla velocità del suono perdendo la sua energia.
L'operazione è stata classificata come top secret, sapendo che l'esplosione si sarebbe resa visibile a un centinaio di miglia dall'epicentro della detonazione, e difficilmente camuffabile agli occhi dei pochi abitanti della regione.
Oppenheimer insieme ai suoi colleghi hanno esaminato diversi siti, tra cui una zona desertica situata a circa duecento miglia a est di Los Angeles, un'isola a ottanta miglia a sud ovest di Santa Monica, e una serie di banchi di sabbia a dieci miglia al largo della costa del Texas. 
L'esplosione è avvenuta in una zona scarsamente popolata a circa 200 miglia da Albuquerque, Santa Fe e El Paso. 
La città più vicina comprendeva una cinquantina di persone e si trovava a meno di trenta miglia dal luogo del test nucleare mentre il ranch più vicino distava solo dodici miglia.
Per precauzione l'esercito aveva anche valutato la possibilità di imporre la legge marziale, nel caso in cui si fosse reso necessario. Un team di astronomi ha recentemente tentato di analizzare queste luci emesse dalla deflagrazione ottenuta dal test nucleare Trinity (quando si verificò una singola esplosione).
Supponendo che si fossero verificate molte più esplosioni, coinvolgendo altre armi nucleari, esse avrebbero potuto generare abbastanza calore e luminosità da produrre impatti significativi nelle stelle circostanti o in luoghi più distanti dalla nostra galassia.
La luce incontra una moltitudine di molecole durante il suo viaggio attraverso l'universo. 
La presenza di sostanze chimiche nonché di vapore acqueo e metano farebbe intendere a una eventuale civiltà aliena che la Terra potrebbe ospitare miliardi di organismi viventi sulla sua superficie. Anzi, e' attraverso questa "biotracciabilita' " che gli astronomi sperano di trovare segni di vita nelle atmosfere dei pianeti extrasolari.
La luce proveniente da pianeti extrasolari potrebbe anche significare che il nostro universo è abitato da altri esseri intelligenti al punto da aver potuto scoprire l'atomo. 
La loro luce potrebbe contenere sostanze inquinanti prodotte dalla presenza di forme di vita e di conseguenza disperse nell'atmosfera del pianeta abitabile.
Fonte di riferimento: ovnis-direct

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