domenica 11 ottobre 2015

Cerere; gli scienziati non sono d’accordo sulle recenti conclusioni della NASA

Ceres
NASA / JPL-Caltech / UCLA / MPS / DLR / IDA
Secondo la teoria ufficiale della NASA, i misteriosi punti luminosi rilevati sulla superficie di Cerere, il più piccolo dei pianeti nani del sistema solare, sono da attribuirsi a delle formazioni di ghiaccio la cui peculiarita' e' quella di riflettere la luce solare.
Tuttavia, gli ultimi dati forniti dal veicolo spaziale Dawn che sta orbitando intorno al corpo celeste, suggeriscono il contrario. 
Nel 2014 il telescopio Herschel aveva rilevato del vapore acqueo su Cerere, il pianeta nano nella fascia degli asteroidi tra le orbite di Marte e Giove. Queste nubi di vapore hanno generato molteplici speculazioni circa la presenza di vulcani criogenici o altre attività geologiche su Cerere. 
Tuttavia, quando il veicolo spaziale Alba fu lanciato nel 2007 avvicinandosi al pianeta nano, gli scienziati riuscitono a notare sulla superficie grigia di Cerere delle macchie bianche molto luminose  . 
Secondo la teoria originale della NASA, i misteriosi punti luminosi potrebbero essere provocati dalla luce del sole che si riflette su delle particelle di ghiaccio anche se recentemente gli scienziati hanno  ottenuto nuove informazioni che sembrano contraddire la loro ipotesi. 
In realtà Ceres è geologicamente molto attivo, per cui alcuni scienziati tendono ad escludere la presenza di ghiaccio perché le luce riflessa era minore del 40 per cento rispetto a quella che avrebbe potuto riflettersi su strutture ghiacciate. 
Qualora la luce fosse stati riflessa da particelle di ghiaccio allora la sua intensità sarebbe stata molto maggiore.
Secondo la relazione redatta dal ricercatore principale della missione Alba, Chris Russell, presentata recentemente alla European Planetary Science Congress, molto probabilmente i punti luminosi di Cerere sono da attribuirsi alla presenza di depositi di sale. 
"Siamo certi che su Cerere non c'è del ghiaccio per cui come alternativa ipotizziamo la presenza di depositi di sale, anche se non sappiamo esattamente come si sia potuto formare su quella sterile superficie", ha aggiunto lo scienziato. 
La nuova scoperta è molto importante perché la presenza di sale potrebbe essere un indicatore dell'esistenza di acqua sul pianeta nano.
"Questo  potrebbe indicare lla presenza di acqua, perché il sale non può fluttuare strutturalmente visto che deve essere trasportato allo stato liquido per emergere in superficie" ha affermato Chris Russell.
Fonte di riferimento:Rtnews

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