venerdì 22 aprile 2016

Ehilà... c'è qualcuno lassù che mi ascolta?

extraterrestrial life
Nonostante la grande delusione per non essere riusciti ancora ad approcciarci con delle ipotetiche civiltà extraterrestri, negli ultimi decenni l'attenzione dell'umanità sembra essersi concentrata più verso l'enigmatico pianeta Marte che continua ad essere il luogo più promettente per individuare forme di vita alternative visto che il nostro sistema solare risulterebbe troppo vasto per poter ospitare solo quelli che hanno la presunzione di essere gli unici e privilegiati inquilini ad aver sviluppato capacità tali da poter sopravvivere in ambienti estremamente ostili e diversificati .
Con l'avvento dell'era spaziale e delle rispettive ricognizioni stellari, è emersa la convinzione che gli altri pianeti del sistema solare sarebbero poco adatti per ospitare forme di vita diverse dalla nostra . Già all'alba dei tempi l'uomo era solito chiedersi se fosse veramente l'unico essere intelligente a popolare le immense vastità dell'universo . 
Viene da chiedersi, se la terra è popolata da una grande varietà di specie biologiche tutte diverse tra loro , allora perché le stesse condizioni di vita non potrebbero essersi sviluppate altrove in condizioni particolarmente favorevoli? 
Per cercare di svelare l'arcano mistero, gli astronomi e gli scienziati si sono visti costretti a far ricorso a tutte le loro limitate conoscenze pur di far fronte a questo quesito ancestrale che da epoche immemorabili ha accompagnato il decorso del pensiero umano. Per decenni, gli scienziati hanno scansionato il cielo avvalendosi di telescopi sempre più sofisticati nella speranza di individuare un minuscolo  segnale che facesse ipotizzare l'esistenza di altre forme di vita extraterrestre.  Se ancora oggi non siamo riusciti ad ottenere quelle prove che avrebbero dovuto avvalorare l'esistenza di altre civiltà extraterrestri, nel nostro immaginario continuiamo a sperare il fatidico incontro galattico da realizzarsi al più presto, senza altre perdite di tempo e spreco di teorie buttate al vento. Nonostante l'impressionante sviluppo della nostra tecnologia, l'universo è così vasto che solo una piccola parte potrebbe essere esplorata nei prossimi miliardi di anni visto che allo stato attuale la nostra scienza non ci permette di andare oltre. Considerando che esistono milioni di galassie simili alla nostra perché escludere a priori la teoria extraterrestre? 
Sono trascorsi più di 50 anni da quando il programma SETI ha iniziato a scandagliare senza successo  le vastità dell'universo. 
Eppure tutti i tentativi per contattare altre ipotetiche civiltà evolute sono tutti falliti miseramente nonostante le centinaia di parabole progettate dagli scienziati per carpire eventuali emissioni radio provenienti da chissà dove, nell'illusoria speranza di ottenere una risposta extraterrestre. Nonostante ciò, sembra che l'ostinata perseveranza degli scienziati stia dando i suoi frutti sotto l'egida di interessanti messaggi ottenuti durante le recenti missioni esplorative.
In effetti, il programma SETI è ancora limitato dalla convinzione che qualora dovesse esistere effettivamente una qualche intelligenza extraterrestre, allora per forza di cose, dovrebbe essere in grado di interagire con noi attraverso i nostri convenzionali e primitivi metodi di comunicazione.
Recentemente, gli astronomi hanno concentrato la loro attenzione verso forme di vita alternative meglio rappresentate da batteri e virus extraterrestri. Infatti, è solo studiando questi elementi che possiamo determinare ciò' che ha determinato la nascita della vita sulla terra anche se  gli scienziati sperano di trovare altrove quelle risposte tanto attese dai sostenitori della teoria extraterrestre.  Inoltre, sappiamo che alcuni pianeti sono costituiti da elementi essenziali che in epoche remote potrebbero aver favorito la nascita di avanzate forme di vita intelligenti scomparse improvvisamente a seguito di devastanti cataclismi planetari. Pertanto, gli scienziati sembrano concentrare la loro attenzione verso tutte quegli essenziali spermatozoi spaziali sotto forma di molecole e batteri che tuttora potrebbero nascondersi nel più piccolo e insignificante sasso Marziano, nel cui interno si potrebbero nascondere fossili primordiali risalenti a un periodo cosmico antecedente la nascita della Terra .

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