domenica 24 aprile 2016

Gli Alieni potrebbero aver assunto la forma di senzienti cervelli elettronici

cervelli elettronici
Alcuni scienziati sostengono che qualora nel nostro sistema solare dovesse esistere veramente una civiltà intelligente, allora i suoi appartenenti potrebbero aver sviluppato un modo per vivere in eterno attraverso la trasmigrazione della loro coscienza in una complessa rete neurale strutturata da entità cibernetiche molto avanzate in grado di gestirsi autonomamente e interagire con altri mondi diversi dalla loro dimensione virtuale.
Qualora gli alieni fossero riusciti ad assumere la forma di cervelli elettronici di massa, appare evidente che potrebbero aver superato di gran lunga la necessità di vivere all'interno di un corpo deperibile ma piuttosto attraverso un complesso e ben strutturato sistema elettronico mantenuto in vita dalla coscienza collettiva di quelli che una volta erano degli alieni Biologici .
L'astronomo, Baron Martin Rees di Ludlow, sostiene che abbiamo ancora buone possibilità di individuare altre forme di vita nel nostro sistema solare, all'interno del quale potrebbero nascondersi civiltà così avanzate da riuscire a vivere all'interno di una moltitudine di mondi virtuali interconnessi tra loro da un univoco cyberspazio. Chi ricorda il famoso film di fantascienza THE CUBE? Parlando di istituti come il SETI e di astrofisici come Stephen Hawking e Yuri Mulder, la ricerca rivolta verso l'individuazione di altre civiltà extraterrestri si concentra più su quei segnali radio che potrebbero provenire dalle recondite profondità dell'universo. Baron Rees ha affermato che questi complessi segnali potrebbero non essere generati da una biologica razza aliena molto avanzata come alcuni continuano a sostenere , ma piuttosto da un avanzata e invisibile coscienza neurale strutturata su diversi livelli cognitivi. Probabilmente un segnale ET potrebbe provenire da una serie di cervelli elettronici immensamente complessi e potenti. Egli sostiene che gli esseri umani non sono che a metà strada della loro fase evolutiva e che un giorno si evolveranno in quelli che potrebbero essere dei "post-umani", in grado di vivere all'esterno di un corpo molecolare. Scrivendo sul Mirror.co.uk , Baron Rees ha affermato che le future creature dominanti non saranno costituite da carne e sangue ma piuttosto da un'intelligenza a artificiale interconnessa in grado di vivere in eterno in una dimensione virtuale.   Una tale evoluzione definitiva potrebbe avvenire entro il 2100 anche se alcuni sostengono che occorrono molti secoli affinché una tale condizione di vita immateriale venisse realizzata per la gioia degli aspiranti immortali. "Sia come sia, il tempo in cui viviamo oggi rappresenta solo un istante rispetto ai miliardi di secoli che l'umanità dovrà fronteggiare. Se la vita è iniziata su un pianeta lontano, potrebbe essersi evoluta più lentamente o più velocemente di quanto avvenuto sulla Terra .  Qualora si fosse evoluta molto più lentamente, ci piacerebbe rilevare qualche segnale extraterrestre di difficile interpretazione che potrebbe infondere nell'umanità solo timori e antiche paure dell'ignoto . Allo stesso modo, se una civiltà si fosse evoluta molto velocemente, molto probabilmente avrebbe già raggiunto la fase di post-umani sotto forma di "cervelli elettronici", abbandonando definitivamente la degradabilità' del tradizionale cervello umano rinchiuso in quello spazio ristretto rappresentato dal nostro delicato teschio da considerarsi come un semplice hardware ".

2 commenti :

  1. Si ma solo nel caso che l' efficienza sia preferita al lavoro sull'essenziale..
    Mi spiego meglio,se non si incontra l'armonia durante l'evoluzione,allora prevaricherà l'idea che l'avanguardia tecnologica debba deturpare irreparabilmente ciò che si è formato naturalmente, per favorire l' efficienza e conseguentemente il consumismo nel dover portarla avanti..prerogativa a mio avviso, prettamente umana e
    O di civiltà aliene nomadi (senza un pianeta natale a cui far ritorno).

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