mercoledì 27 aprile 2016

"Vieni via con me, ci sono altri mondi migliori di questo"

Stephen King
Stephen King uno dei più celebri scrittori di letteratura fantastica, in particolare di modo di sanguinolenti horror, è famoso anche per aver scritto il romanzo gotico moderno la "Torre Nera". Uno degli argomenti più interessanti della sua trattazione è il fatto che la nostra realtà, il nostro universo così come lo percepiamo, non può essere inteso  come l'unica dimensione in cui viene riflesso inconsciamente ciò che sta veramente accadendo intorno a noi .
Qualora dovessero esistere veramente altri universi in cui correggere delle erronee decisioni e modificare il decorso degli eventi allora possiamo ipotizzare che una versione di noi stessi potrebbe esistere in una dimensione parallela alla nostra, strutturata in una sorta di multiverso dove lo spazio e il tempo non è governato da alcuna legge fisica ma piuttosto dell'essenza immateriale delle cose. La comunità astronomica degli Stati Uniti discute regolarmente di ipotetici mondi paralleli, fantastici luoghi limitati solo dalla mancanza di fantasia attraverso la quale ricreare a nostro piacimento un mondo tutto nostro . 
In una riunione organizzata dall'astrofisico Max Tegmark,si è discusso sulle potenzialità degli attuali telescopi attraverso i quali individuare quei fotoni e neutrini, contenenti circa 10^90 particelle, tutte raggruppate insieme alle centinaia di miliardi o migliaia di miliardi di galassie. In ciascuna di queste galassie composte da un trilione di stelle, queste particelle sparse nello spazio costituirebbero un ammasso dal diametro di 92 miliardi di anni luce. 
Qualcosa ci suggerisce che non ci troviamo al centro di un universo finito visto che molte prove sembrano dimostrare il contrario. La ragione per cui l'universo sembra avere una fine non è dovuto al fatto che non possiamo vedere oltre una certa distanza, ma piuttosto che allo stato attuale nell'universo vige una specificità temporale molto diversa da quella in cui viviamo. 
È risaputo che l'universo non è costante nel tempo e nello spazio, poiché si è evoluto in modo difforme, passando da uno stato denso e caldo a quello freddo e frammentato. Come risultato, abbiamo un universo ricco e pieno di molte generazioni di stelle ultra-fredde, residuo di radiazioni di fondo emesse a notevoli distanze dalle galassie il che pone delle limitazioni al nostro modo di vedere l'universo come uno sconfinato luogo di cui non si riesce a stabilirne i confini . Questi limiti sono fissati solo da quella distanza da cui si sarebbe sprigionata la prima luce a seguito del Big Bang. Ciò non vuol dire che al di fuori dell'universo visibile esiste il nulla. Abbiamo tutte le ragioni per credere, sia da un punto di vista teorico che empirico, che al di fuori del visibile esiste un numero infinito di mondi invisibili. 
Sperimentalmente, possiamo misurare la vastità dell'universo attraverso diverse variabili, tra cui la curvatura dello spazio dell'universo, la sua morbidezza e l'uniformità della temperatura e della densità oltre alla sua evoluzione nel corso tempo. Abbiamo scoperto che l'universo è relativamente piatto e relativamente uniforme nella sua portata che va al di là del visibile. Forse il nostro universo è parte di un altro universo, molto simile al nostro nonostante si estenda per centinaia di miliardi di anni luce e in tutte le direzioni.
Possiamo immaginare l'inflazione dell'universo sotto forma di una palla che rotola giù lungo una pendenza.  Mentre la palla è in cima alla collina, essa ruota seppur lentamente, dando il via all'inflazione che proseguirà fino a quando la palla non termina la sua corsa a valle. Allo stesso modo l'energia dello spazio viene convertita in materia e radiazioni cosmiche ottenute dallo stato inflazionistico sfociato nel caldo Big Bang. 
Prima di arrivare ad affrontare quel poco che conosciamo circa l'inflazione, va detto che essa non è come la classica palla che rotola su un campo ma piuttosto un'onda che si propaga nel tempo, come il campo quantico. Ciò significa che, col passare del tempo, più spazio viene creato nel processo di estensione , e più probabilità si hanno affinché l'inflazione possa terminare se non dopo aver raggiunto zone molto lontane nello spazio. In quelle regioni in cui l'inflazione giunge al termine determinando la nascita del Big Bang altre regioni continueranno a sperimentarla. Con il passare del tempo, a causa della dinamica dell'allargamento, quelle regioni in cui l'inflazione giunge al termine non dovrebbero verificarsi forti sconvolgimenti né tanto meno collisioni e interazioni di alcun genere. Mentre in quelle regioni in cui l'inflazione è ancora particolarmente attiva, le particelle in esse contenute tendono a respingersi l'un l'altra, interagendo tra di loro. 
Questo è esattamente ciò che gli scienziati stanno cercando di avvalorare, sulla base alle leggi note della fisica e degli eventi osservati e che esistono nel nostro universo, attraverso i quali possiamo risalire alle varie fasi delle condizioni inflazionistiche. L'universo potrebbe essere leggermente più piccolo di quello osservato o essere di molti ordini di grandezza superiore se non addirittura infinito rispetto all'universo conosciuto .
C'è un presupposto secondo il quale le sconosciute dinamiche fisiche che si traducono in costanti fondamentali in linea con la massa delle particelle, le forze delle interazioni fondamentali, e la quantità di energia oscura potrebbero essere simili a quelle particolarità esistenti nella nostra regione dell'universo . 
Secondo un'altro presupposto, in quelle regioni ove si sarebbe conclusa l'inflazione, potrebbero esistere effettivamente dei molteplici universi governati da diversi tipi di leggi fisiche e costanti. Se gli universi sono veramente infiniti e molto simili tra loro dal punto di vista della fisica e se l'interpretazione circa l'esistenza di altri innumerevoli mondi governati dalla stessa meccanica quantistica fosse corretta allora potrebbero esistere universi paralleli in cui tutto si sviluppa nello stesso modo come nel nostro, tranne uno. 

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