venerdì 13 maggio 2016

Oggetto volante non identificato avvistato su Marte da uno dei rover della NASA

Mars Rover
Nel corso degli ultimi anni, il gruppo di ricerca e i tecnici della NASA che da remoto controllano i dispositivi automatici operanti su Marte si sono imbattuti ripetutamente con delle strane presenze che a rigor di logica non dovrebbero esistere sulla superficie del pianeta rosso.
Ciò ha portato molti sostenitori della teoria extraterrestre a formulare l'idea che qualcosa di strano potrebbe effettivamente nascondersi nel sottosuolo di Marte, che a detta di molti, offrirebbe le condizioni ideali affinché delle ipotetiche civiltà extraterrestri potessero svilupparsi a nostra insaputa .
Ora, una nuova anomalia individuata da uno dei rover della NASA è stata condivisa in rete dall'instancabile cacciatore di anomalie marziane, Streetcap1 . Nell'immagine si può notare una strana sfera di colore scuro che sembra stazionare in aria stagliandosi sullo sfondo della foto panoramica, come se stesse monitorando i movimenti del rover. Questo avvistamento non dovrebbe essere così strano, dopo tutto, visto che gli immancabili teorici del complotto sostengono che ci sono buone possibilità che la NASA / USAF potrebbero aver preso il controllo di un qualche tipo di drone alieno al fine di esplorare Marte e repertoriare i manufatti alieni che potrebbero nascondersi in luoghi ancora inesplorati.  Secondo questa fantasiosa teoria, questo drone sferico sarebbe in grado di recuperare piccoli oggetti sulla superficie di Marte. Ovviamente lo strano oggetto sferico è stato prontamente spiegato dagli scettici i quali sostengono che potrebbe trattarsi di una minuscola particella di polvere depositatasi sull'obiettivo della fotocamera. Teoria del tuto plausibile se non fosse per il fatto che oggetti simili sono stati immortalati anche in precedenti occasioni il che mette in discussione le affrettate conclusioni fatte dai tecnici della NASA.
fonte photo:
http://mars.jpl.nasa.gov/msl-raw-images/proj/msl/redops/ods/surface/sol/00572/opgs/edr/ncam/NRB_448279363EDR_F0300484NCAM00299M_.JPG

2 commenti:

  1. Gli ufo sono anche sul pianeta Marte!!!

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  2. Ecco perché esistono gli alieni


    extraterrestri

    Non siamo soli in questo universo, e la razza umana non ha peculiarità così grandi come si pensava. Anzi, la probabilità che esista di una o più civiltà extraterrestri sviluppate come quella umana all'interno della galassia è altissima. A ridisegnare le incognite dell'equazione di Drake è una nuova ricerca pubblicata su Astrobiology dal titolo “A New Empirical Constraint on the Prevalence of Technological Species in the Universe“, dei ricercatori Adam Frank e Woodruff Sullivan. Esistono altissime probabilità che l’umanità non sia la prima civiltà sviluppata nel cosmo: cerchiamo di capire perché.

    Gli scienziati delle università di Rochester e Washington, hanno provato a riscrivere l'equazione del celebre astrofisico Frank Drake, che nel 1961,aveva stabilito una formula matematica per stimare -con relativa affidabilità- il numero di civiltà avanzate che potrebbero esistere nella Via Lattea.



    N = R^{*} ~ \times ~ f_{p} ~ \times ~ n_{e} ~ \times ~ f_{l} ~ \times ~ f_{i} ~ \times ~ f_{c} ~ \times ~ L



    Alla luce delle ultime scoperte sui pianeti extrasolari, sulla zona abitabile, alle analisi sui dati forniti da Keplero quell'equazione, al netto delle incognite sulle variabili della formula il numero non tende mai a zero. Di più, non c’è ragione di pensare che il genere umano sia un unicum irripetibile. I complessi calcoli matematici nella rielaborazione probabilistica sono inequivocabili. La probabilità che tra i miliardi di miliardi di tutti sistemi stellari sia esistita una civiltà tecnologicamente avanzata lascia senza parole: è successo molte volte dai tempi del Big Bang. Naturalmente la ricerca non sa stimare quando e se riusciremo a trovare noi vita intelligente su un determinato pianeta, ma che quelle civiltà esistano o siano esistite è sicuro, numeri alla mano, e aumentano con l'aumentare della porzione di universo considerata.
    Un nuovo metodo di calcolo

    I ricercatori hanno seguito un approccio ben preciso nello sviluppo della ricerca. Non si sono chiesti dove esiste una civiltà aliena in questo preciso momento storico, ma se noi fossimo un caso isolato nella storia del cosmo. Questo cambio di prospettiva ha permesso di sviluppare il calcolo probabilistico eliminando le incognite presenti nell'equazione di Drake del 1961.

    Spiega Adam Frank, docente di fisica e astronomia presso l’Università di Rochester e una delle firme dello studio: "La domanda circa l’esistenza di una civiltà extraterrestre, tradotta nell’equazione di Drake, soffre l’incertezza del sistema di variabili che la compongono. Sappiamo da tempo quante stelle compongono grossomodo la Galassia che abitiamo. Quello che non sapevamo è se esistessero o meno pianeti, in orbita a queste stelle, capaci di ospitare la vita. Né se una forma di vita potesse sviluppare l’intelligenza necessaria a dare luce a una civiltà, prima della sua stessa estinzione".



    Ai lettori decidere se è di più la frustrazione per non aver ancora avuto la prova di un contatto o la soddisfazione di una certezza empirica, che da qualche parte nello spazio, qualcuno si sta facendo la stessa domanda su di noi.

    + Per leggere i calcoli e la formulazione matematica nel dettaglio la ricerca e visibile qui

    http://www.ufoonline.it/2016/05/02/ecco-perch%C3%A9-esistono-gli-alieni/

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