mercoledì 4 maggio 2016

Una donnola rende inservibile il più grande acceleratore di particelle al mondo

acceleratore di particelle
Evviva! Il CERN è riuscito a far materializzare dal nulla una strana creatura pelosa proveniente da chissà quale altra dimensione. A parte gli scherzi, provate solo ad immaginare lo stupore degli scienziati che anziché individuare la particella di Dio o altri microcosmi si sono imbattuti con una simpatica donnola che si era stabilita temporaneamente nel più grande acceleratore di particelle al mondo provocando un corto circuito e il conseguente malfunzionamento delle apparecchiature strutturate sottoterra lungo il confine franco-svizzero.
Quali sarebbero state le conseguenze qualora la curiosa bestiola avesse innescato un Big Bang terrestre, tale da distruggere il nostro intero pianeta? 
Il portavoce del CERN ha riferito che 'LHC (Large Hadron Collider) avrebbe subito un"grave disturbo elettrico lo scorso Venerdì alle ore5:30 il cui fallimento è stato attribuito a un corto circuito del collisore innescato dalla coda di una donnola particolarmente interessata ai progressi scientifici ottenuti dai fisici. A riportare i danni maggiori è stato un trasformatore da 66 kilovolt. 
Intervistato dalla BBC Arnaud Marsollier, portavoce del CERN, ha aggiunto che le riparazioni del dispositivo potrebbero richiedere diversi giorni. Purtroppo l'animaletto non è riuscito a sopravvivere allo shock elettrico né tantomeno a smaterializzarsi in una miriade di particelle e scomparire in chissà quale mondo parallelo.  L'LHC, che è strutturato sottoterra per 27 chilometri lungo il confine svizzero è il più potente acceleratore di particelle al mondo ed è proprio che grazie ad esso che nel 2012 e' stata  confermata l'esistenza del bosone di Higgs considerata la pietra miliare della struttura fondamentale della materia.
sur7.be

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