venerdì 17 giugno 2016

L'aerodinamica dei "dischi volanti russi"

flying saucer.
Periodicamente sono state fatte trapelare dalla stampa notizie probabilmente condizionate da ingerenze esterne e allo stesso tempo informazioni provenienti da chissà dove, attraverso le quali venivano illustrati gli ultimi sviluppi conseguiti nel campo dell'avionica sviluppata in gran segreto su alcuni dispositivi volanti dalla particolare forma discoidale (piatti capovolti ;-).
A tal proposito Anton Pervushin sembra non voler escludere del tutto la possibilità che alcuni dei rapporti facenti capo ad alcuni avvistamenti UFO possano essere associati a dei segretissimi test condotti su quelli che probabilmente nel prossimo futuro potranno essere i nostri futuri aeromobili creati dal talento e dalle mani esperte di ingegneri aeronautici terrestri.
I velivoli a forma di disco hanno da tempo attirato la nostra attenzione proprio per via della loro particolare aerodinamica . 
Infatti, alcuni calcoli mostrano che a velocità ipersonica, questa particolare forma discoidale risulterebbe essere particolarmente ottimale per il volo ad elevatissime velocità permettendo a tali dispositivi di minimizzare l'attrito dell'aria e non solo . 
Inoltre, tali velivoli non richiederebbero il sostegno stabilizzatore fornito dalle comuni ali essendo essenzialmente strutturati in un'unico corpo a mo' di  "ala volante" una caratteristica che permetterebbe loro di ottenere un'elevata rigidità strutturale non suscettibile alle forti turbolenze provocate dall'attrito con l'aria . Il primo tentativo di creare un aereo ad ala circolare va attribuito all'inventore russo Anatoly G. Ufimtsev, un meccanico autodidatta che senza delle specifiche conoscenze in campo aeronautico riuscì a costruire quattro motori e due aerei chiamati "Sferoplan".  L'ingegnoso meccanico russo riuscì inoltre a forgiare altre invenzioni, soprattutto nel campo delle turbine eoliche. L'aeromobile "Sferoplan-1", costruito nell'estate del 1909, fu corredato di una strana ala dalla forma circolare e una coda orizzontale strutturata su di un carrello di atterraggio appositamente rinforzato. L'unità era dotata di un motore a due cilindri di venti cavalli. Nonostante tutti questi accorgimenti il velivolo non riuscì mai a staccarsi dal suolo, e in seguito fu modificato attraverso l'applicazione di una struttura portante molto più grande.  Lo"Sferoplan-2" era simile al design originale e probabilmente aveva lo stesso concetto aerodinamico di quello precedente, nonostante che le sue dimensioni risultassero notevolmente raddoppiate. Il nuovo motore a sei cilindri birotativi fu installato proprio sotto il bordo anteriore dell'ala portante e precisamente sul telaio verticale dell'aeromobile. 
I test di questo misterioso e innovativo aeromobile "Sferoplana-2" cessarono improvvisamente nel lontano mese di giugno 1910.

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