Gli Extraterrestri non sono una minaccia per la teologia

alone in the universe
Le recenti scoperte astronomiche offrono l'opportunità di riflettere seriamente e fare domande impegnative sulla vita, l'universo e il nostro ruolo all'interno di esso.
L'interesse non è solo scientifico ma anche teologico, così come riportato dalla rivista elettronica di cose cattoliche, Crux all'interno della quale ci si pone la seguente domanda:
"Il cattolicesimo è in grado di gestire la scoperta di vita extraterrestre?Come possiamo condividere il Vangelo con una razza extraterrestre?"
Potrebbe il Cattolicesimo affrontare serenamente la scoperta di vita extraterrestre? Molti si chiedono se la scoperta di vita extraterrestre potrebbe rappresentare una sfida per i principi fondamentali della fede cattolica. 
La risposta a questo interrogativo non può che non essere una sola.
Non vi è nulla di così sconvolgente che un evento del genere potrebbe produrre. Padre Brian Reedy, un biofisico, che insieme ai suoi studenti della scuola preparatoria Cristo Re a Houston, Texas, ha voluto soffermarsi su alcuni esperimenti condotti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, facendo notare come siano importanti le scoperte scientifiche che non devono essere contrapposte alla fede religiosa. Padre Brian Reedy ha recentemente ottenuto un dottorato di ricerca in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. La Chiesa Cattolica non ha mai messo in discussione l'esistenza di altre forme di vita extraterrestre le quali devono essere considerate come il risultato di un grande e paritetico disegno divino così come l'intero universo ove potrebbero nascondersi extraterrestri privi di Fede. 
La questione che si pone la Chiesa è come evangelizzare delle creature extraterrestri e se queste sono disposte ad accettare la Parola di un Dio universale. 
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