Il genere umano destinato ad evolversi in automi?

Gli scienziati stanno sviluppando una tecnologia in grado di interfacciare la nostra mente a un computer, qualcosa che potrebbe annullare il confine che separa l'uomo dai dispositivi elettronici .
Gli esseri umani sono soliti delegare i compiti più gravosi a delle intelligenze artificiali che in ogni settore della società moderna rischiano di soppiantare il libero arbitrio del genere umano. 
Già adesso la nostra attuale tecnologia ci ha resi pericolosamente dipendenti dagli smartphone attraverso i quali esprimiamo tutte le nostre emozioni e stati d'animo da condividere sui Social Network, tra cui Facebook, diventato un pericoloso ricettacolo di fredde emozioni destinate ad alimentare una sempre più fitta rete neurale dalla quale è difficile sfuggire. 
Yuval Noah Harari è un professore di storia presso l'Università di Gerusalemme e creatore del bestseller 'Homo deus. Breve storia del futuro' è convinto che l'Homo sapiens potrebbe scomparire nell'arco di un secolo o due e venire sostituito da una complessa rete di computer senzienti in grado di gestirsi autonomamente. Questo perché siamo soliti ricorrere a tecnologie avanzate pur di migliorarci in qualcosa di eccezionale.
Come sarà il nostro futuro qualora una biotecnologia gestita da un'intelligenza artificiale, dovesse costringerci a ri-organizzare la nostra specie? 
I progressi della biotecnologia, potrebbe offrirci la possibilità di alterare e modificare i nostri geni, la struttura fisica dei nostri corpi e forse lo stesso cervello umano. La nostra epoca ci ha costretto a dipendere sempre più dai computer ai quali siamo soliti delegare compiti tra i più semplici. 
Ciò potrebbe comportare l'atrofizzazione del nostro cervello visto che non sarà più in grado di elaborare complessi calcoli matematici. Quotidianamente usiamo gli smartphone per interfacciarci con il mondo esterno stando comodamente seduti sulla poltrona di casa. È evidente che questi strumenti risultino superiori a un comune martello o a un coltello visto che potrebbero diventare delle entità pericolosamente intelligenti in grado di esaminare continuamente la psiche umana, adattarsi alla nostra personalità specifica e plasmare attivamente la nostra visione del mondo e dei nostri obiettivi più intimi.
Se questo sviluppo tecnologico lo dobbiamo considerare come qualcosa di positivo è difficile dirlo con certezza visto che esso deve essere interpretato in modo estremamente soggettivo. 
Questo spiega perché il professor Harari dà una visione molto realistica del prossimo futuro che potrebbe prospettarsi in modo del tutto diverso da quanto pronosticato dagli evoluzionisti tradizionali.
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