venerdì 26 gennaio 2018

C'è vita su Titano?

Titan
Un recente articolo ha annunciato la scoperta nell'atmosfera di Titano di acrilonitrile più comunemente noto come cianuro di vinile.
Questa molecola è una componente vitale per la formazione delle cellule, quindi la sua presenza è un forte indicatore del fatto che la vita potrebbe benissimo esistere in uno dei numerosi laghi e mari di Titano.
L'agenzia spaziale statunitense, dopo ulteriori studi, sceglierà nel 2019 su quali delle lune di Titano sviluppare una missione esplorativa che molto probabilmente verrà lanciata verso il 2020. "Questi due progetti esplorativi mirano a risolvere molti dei problemi più importanti del nostro sistema solare ", ha dichiarato Thomas Zurbuchen, direttore del programma scientifico della NASA. Secondo quanto riportato dal sito 7sur7.be, la prima di queste due missioni, soprannominata "Caesar" (Comet Astrobiology Exploration SAmple Return), mira a raccogliere campioni del nucleo della cometa Churyumov-Gerasimenko per poi riportarli sulla Terra. Essi potrebbero rivelare l'origine del nostro pianeta, degli oceani e della vita terrestre. 
Le comete non sono altro che delle stelle antiche e nuvole interstellari che risalgono alla nascita del nostro sistema solare la cui età è stata stimata intorno ai cinque miliardi di anni. 
Di conseguenza, le comete sono preziosi testimoni di un turbolento passato cosmico. Un oceano d'acqua su Titano? Per quanto riguarda la seconda missione, "Dragonfly", essa si avvarrà di un avanzato drone in grado di esplorare l'abitabilità di dozzine di siti su Titano, sulle sue lune e l'atmosfera spessa tra cui laghi e fiumi di metano liquido che scorre sulla sua superficie. Gli scienziati sono convinti che Titano potrebbe contenere un oceano d'acqua sotto la sua spessa crosta di ghiaccio e che delle forme di vita extraterrestre potrebbero essersi sviluppate in qualche modo. 
Le due missioni sono state selezionate affinché nel 2018 venisse sviluppato ulteriormente il concetto relativo all'esplorazione spaziale visto che sarà la quarta ad essere selezionata dalla NASA come parte del suo programma "Nuove frontiere", grazie a un budget di circa 850 milioni di dollari. Le missioni precedenti sono state quelle portate a termine da New Horizon, che nel 2015 è riuscita a raggiungere Plutone e orbitare intorno a Giove e la OSIRIS-REx, una sonda progettata per prelevare campioni dell'asteroide Bennu che nel 2023 verranno inviati verso la Terra per essere esaminati. 
Gli altri progetti del programma "Nuove frontiere" si concentrano sullo studio di Saturno, Venere e gli asteroidi attorno a Giove. Due di questi progetti sono stati selezionati dalla NASA proprio per il l'alto livello tecnologico delle sonde "Enceladus Life Finder" e "Venus In situ Composition Investigations" o Vici.La prima sonda è progettata per catturare indizi sull'attività biologica all'interno dei giganteschi geyser di Encelado. 
Per quanto riguarda Vici, sarà la prima navicella robotica della NASA ad esplorare Venere .Venus Express dell'Agenzia spaziale europea (ESA) è solo l'ultima delle navicelle ad aver studiato questo pianeta da vicino, tra il 2006 e il 2014, per poi terminare la sua missione per via dell'esaurimento di carburante.

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