venerdì 16 febbraio 2018

Il relitto di un UFO in miniatura conservato per decenni nel British Museum

UFO
Nel 1957, nella zona paludosa di Silpho Moor, vicino a Scarborough, nel North Yorkshire, alcuni residenti locali si erano imbattuti con un ordigno sconosciuto, avvistato poco prima mentre attraversava il cielo rilasciando dietro di sé una scia luminosa. L'oggetto volante è stato avvistato un mese dopo il lancio del primo satellite sovietico per cui si era ipotizzato inizialmente il suo rientro nell'atmosfera terrestre. Ciò nonostante, l'oggetto volante non assomigliava in alcun modo a un satellite artificiale visto che si trattava di un disco metallico di 17 pollici (43 cm) di diametro dal peso di 14 kg. 
Nonostante fossero trascorsi tutti questi anni, non si spiega ancora perché l'oggetto discoidale e altri piccoli frammenti sono stati custoditi all'interno di uno dei numerosi  armadi del museo scientifico di Londra. 
Per quale motivo lo strano disco (disco Silpho) e i suoi frammenti sono stati custoditi per decine di anni senza che nessuno ne facesse menzione? 
Nel 1957, la notizia della scoperta dell'UFO in miniatura eccitò la stampa inglese. Il misterioso oggetto fu attentamente studiato dagli esperti anche perché sulla sua superficie vi erano impressi degli strani geroglifici, molto simili a quelli individuati sul disco volante schiantatosi a Roswell nel 1947. 
Secondo alcune indiscrezioni, 
all'interno del disco era custodito uno strano libro rilegato con delle pagine in rame, su una delle quali era stato scritto un enigmatico messaggio composto da 2 mila parole. Qualcuno affermò di essere riuscito a tradurre il misterioso messaggio la cui fonte andava ricercata a un'evoluta intelligenza extraterrestre la quale voleva mettere in guardia l'umanità circa i pericoli rappresentati dalla proliferazione delle armi nucleari.
Verso la fine del messaggio, si avvertiva l'umanità che era giunta l'ora di fare due scelte importanti: continuare con questa scellerata condotta rischiando in questo modo di scomparire dalla faccia della Terra o vivere in armonia con noi stessi e con la natura. 
I resti di questo strano oggetto non sarebbero mai venuti alla luce se non fosse stato per il Dr.David Clark dell'Università di Sheffield il quale riferisce di esserne venuto a conoscenza durante una sua visita al London Science Museum, ove, uno degli impiegati gli chiese se i frammenti custoditi per decenni all'interno del museo appartenevano veramente a una navicella extraterrestre. 
I frammenti giacevano in un polveroso armadio e precisamente in un vecchio portasigarette di latta. 
"Sono rimasto assolutamente senza parole quando ha aperto la scatola nel cui interno vi erano i misteriosi reperti ", afferma David Clark. 
Nel 1963 furono condotti una serie di studi su questi misteriosi detriti che per accuratezza d'indagini furono inviati presso il Museo di Storia Naturale e l'Università di Manchester ove gli scienziati conclusero che stavano per affrontare un enigma molto complesso e di difficile comprensione scientifica. 
È stato riferito che qualche buontempone abbia voluto creare intenzionalmente l'oggetto assemblandolo con diverse leghe metalliche fino a ricavarne una sorta di cilindro interno. Tuttavia, nonostante lo scetticismo generale, erano emerse alcune stranezze strutturali visto che i test di laboratorio avevano dimostrato che il guscio esterno del "piattino" era particolarmente radioattivo e protetto da uno speciale strato di piombo mentre le sue parti in rame erano insolitamente spesse. Dopo gli studi, alcuni frammenti del "The Boy from Sylph" furono inviati al museo londinese ove vi rimase per decine di anni. 
Per molti, l'oggetto discoidale non è altro che una burla ben organizzata, perpetrata da qualcuno che voleva prendersi gioco della comunità ufologica. Tuttavia, nessuno è riuscito a spiegare lo strano livello di radiazioni rilevato sull'oggetto per cui anche questo caso sembra destinato a rimanere irrisolto


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