venerdì 16 febbraio 2018

L'incredibile esperienza di un pilota sovietico incaricato di fotografare gli UFO

Marina_Popovich1
La leggendaria eroina, pilota e luogotenente Generale dell'aeronautica sovietica, Marina Popovich, nel rilasciare la sua ultima intervista a REN TV ha ammesso che nell'ex URSS le era stato assegnato un compito speciale: fotografare un oggetto volante non meglio identificato precedentemente agganciato dalle installazioni radar dislocate a terra.
Per tutta la sua vita la collaudatrice militare è stata costretta a tacere su ciò che sapeva veramente in merito ai frequenti avvistamenti UFO. 
Marina Lavrentievna Popovich era meglio conosciuta come Madame Mig visto che aveva padroneggiato personalmente su 40 tipi di velivoli ed elicotteri, stabilendo ben 102 record mondiali di volo e per aver scritto un dottorato aeronautico per conto dell'aviazione sovietica. 
Alla coraggiosa donna-pilota furono assegnati i compiti più importanti e pericolosi. Ad esempio, le fu insegnato l'incarico di fotografare un oggetto volante non meglio identificato che in qualche modo era riuscito a violare lo spazio aereo sovietico. 
In quegli anni non si parlava molto volentieri del problema UFO nonostante fosse seriamente preso in considerazione da alcuni prestigiosi istituti scientifici. Negli anni '70 si erano formate segretamente due direzioni di ricerca e diversificate correnti di pensiero. 
Il progetto del Ministero della Difesa "Setka-MO" aveva lo scopo di studiare l'influenza dei fenomeni anomali sul corretto funzionamento delle attrezzature militari e del rispettivamente personale. 
Il progetto "Setka-AN" sviluppato presso l'USSR Academy of Sciences aveva il compito di esplorare i principi dinamici che stavano dietro ad alcuni fenomeni aerei non meglio classificati. 
Marina Popovich riuscì anche a "individuare" e filmare quello che sembrava un autentico UFO la cui esperienza le ha consentito successivamente di saper distinguere immediatamente il comportamento di alcuni oggetti insoliti da tutti qui tipi di apparecchiature avioniche conosciute in quel periodo . Ma questo strano incontro gli costò quasi la vita:
"Non era un aereo e neanche un razzo visto che  dai reattori avrebbe dovuto rilasciare delle fiamme. L'oggetto volante che riuscii ad osservare per due volte di fila aveva la forma di un piatto. Inizialmente temetti per la mia incolumità convinta che il misterioso oggetto volante si fosse andato a disintegrare appena sopra la carlinga del mio aereo. Con grande stupore notai che quella strana presenza si era materializzata in un altro tratto di cielo il che dimostrava l'elevatissima velocità osservata dal misterioso intruso". Anche questo caso dimostra ancora una volta come alcuni militari d'alto rango non esitano a raccontare le proprie incredibili esperienze aeree incuranti dei rischi ai quali potrebbero andare incontro nel riportare i loro incredibili incontri ravvicinati d'alta quota.

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