sabato 24 febbraio 2018

Per gli ufologi il meteorite di Chelyabinsk rimane ancora un mistero

Chelyabinsk..
Sono trascorsi cinque anni dalla spettacolare deflagrazione in aria del meteorite di Chelyabinsk che allo stato attuale rimane uno dei più misteriosi corpi cosmici che siano mai caduti sulla superficie della Terra.

Tuttavia gli esperti non sono riusciti ancora a individuare esattamente da dove fosse provenuto e cosa possa averlo disintegrato nell'atmosfera terrestre. 
Il meteorite si è schiantata sul nostro pianeta il 15 febbraio 2013 dopo essere entrato negli strati densi dell'atmosfera. 
Il corpo di celeste dal diametro di circa 17 metri e un peso di circa dieci tonnellate iniziò a disintegrarsi ad un'altitudine di 15 km per poi esplodere in aria rilasciando subito dopo un gran numero di frammenti che andarono a schiantarsi nella regione di Chelyabinsk, ove migliaia di persone rimasero leggermente ferite. Eppure, quel giorno l'umanità rischiò seriamente una distruzione su larga scala per via delle enormi dimensioni del corpo spaziale. Alcuni testimoni russi riferirono di aver visto un paio di oggetti volanti colpire l'asteroide poco prima che quest'ultimo esplodesse ad una distanza pericolosamente prossima al nostro pianeta. 
Quel giorno, l'evento suscitò molto scalpore tra la popolazione mondiale al punto che non mancarono coloro che sostennero un intervento extraterrestre finalizzato a scongiurare un devastante cataclisma globale. 
Gli alieni avrebbero salvato la Terra? 
Nonostante questa affascinante teoria, sta di fatto che il mancato impatto con la Terra potrebbe rappresentare l'ultimo avvertimento per i terrestri, in vista dell'avvicinamento di altri bolidi spaziali ancor più distruttivi. 
Secondo i calcoli degli esperti, la fine del mondo potrebbe verificarsi nel 2036 a seguito dell'impatto con l'enorme asteroide Apophis. Inoltre, gli scienziati sarebbero a conoscenza della minaccia rappresentata da questo pericoloso sasso spaziale anche se preferiscono tacere e non diffondere il panico tra la popolazione mondiale. Tale silenzio è dovuto al l'impossibilità degli scienziati di impedire una imminente distruzione di massa. 
Assunzioni simili sono confermate indirettamente anche dagli stessi scienziati, i quali ammettono che se un asteroide dovesse avvicinarsi alla Terra di giorno, questo passerà inosservato per via della forte irradiazione solare. 
Un frammento del meteorite è stato recuperato nel 2013 dai subacquei incaricati di scandagliare il lago Chebarkul nella regione russa di Chelyabinsk ove,la roccia spaziale ando' a schiantarsi contro la sua superficie ghiacciata formando un foro largo 20 piedi. Dodici altri pezzi staccatisi dalla meteora chelyabinsk larga 56 piedi sono stati individuati in altre parti del lago Chebarkul molti dei quali sono stati recuperati dagli scienziati russi incaricati di analizzare i frammenti spaziale e stabilirne la composizione organica. 

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