mercoledì 21 febbraio 2018

Quando dei sensitivi tentarono di contattare gli extraterrestri

sensory extraterrestrial contact
I segnali di vita intelligente nell'Universo potrebbero essere stati mal interpretati perché la nostra tecnologia non è progettata per rilevare quella gamma caratterizzata da sottili frequenze energetiche. In un articolo di Jim DeKorne sì legge che per comprendere l'esperienza fuori dal corpo abbiamo bisogno di avere una migliore visione della nostra vera natura e della possibilità di proiettare il nostro io in una realtà multidimensionale. 
La misteriosa unità militare 10003 fu fondata nel dicembre 1989, al tempo della "perestroika". 
In una recente intervista concessa a Sputnik News,  il creatore dell'unità, il tenente generale Alexei Savin, ha rivelato alcuni dettagli finora sconosciuti della storia di questa organizzazione segreta. Secondo i militari russi, l'idea di creare questa unità è stata proposta proprio dai vertici del KGB (Comitato per la sicurezza dello Stato) in risposta agli esperimenti condotti dalle intelligence straniere. Così, a Mosca erano iniziate a circolare alcune voci secondo le quali i sensitivi americani stavano partecipando a numerose operazioni di rilevamento delle infrastrutture militari russe, oltre alla neutralizzazione di alcuni agenti sovietici.
Politica del paranormale
Per questo motivo, il KGB ha esortato il Ministero della Difesa russo, in particolare, il capo dello staff, Mikhail Moiséev, a prestare più attenzione a questa potenziale minaccia psichica. 
Alcuni funzionari russi hanno anche sottolineato che i sensitivi godevano di grande popolarità in quel particolarmente periodo di logoramento psicologico dovuto alla guerra fredda. 
Da parte sua, Moiséev ordinò la creazione di una commissione speciale che includesse scienziati, medici e, soprattutto, sensitivi. Dopo aver testato più di 30.000 volontari provenienti da tutti gli angoli del paese, l'esercito russo seleziono' circa 20 persone dotate di particolari abilità paranormali. 
Ai sensitivi fu concesso di partecipare alle operazioni di rilevamento di oggetti e infrastrutture del nemico, così come la possibilità di ricostruire la personalità di una persona semplicemente focalizzando la propria foto o analizzando la loro ortografia. Ciò avrebbe permesso ai ricercatori russi di conoscere il contenuto di un documento scritto in qualsiasi lingua anche senza leggerlo, oltre a rintracciare persone scomparse.
Ma come potevano farlo? 
Secondo i militari, gli agenti avrebbero fatto ricorso alla loro "innata intuizione" senza la quale non avrebbero potuto svolgere questi particolari compiti. Tuttavia, grazie all'aiuto del direttore dell'Istituto Brain dell'Accademia Russa delle Scienze, Natalia Béjtereva, l'esercito sovietico è riuscito a formare i suoi agenti speciali in modo da attivare in loro quelle capacità nascoste del cervello, qualcosa che ha permesso agli agenti di diventare dei potenti "psichici". A questo progetto parteciparono sia gli ufficiali che le spie russe. 
"Abbiamo capito che se riusciamo ad attivare alcune potenzialità del cervello e lo alleniamo per funzionare in sincronia con i rispettivi emisferi cerebrali chiunque potrebbe ottenere dei super poteri.Questa grande scoperta degli scienziati sovietici ci ha permesso di creare una scuola psichica destinata solo a poche persone". I militari hanno riferito a Sputnik News delle attività condotte dall'unità segreta inclusa la conversazione con gli extraterrestri. 

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