sabato 3 marzo 2018

Supereroi alieni e il declino del credo religioso

Odissea nello spazio
Stiamo assistendo alla progressiva nascita elettronica di una nuova religione basata esclusivamente su antichi miti e leggende immaginarie riconducibili ad ipotetiche realtà extraterrestri. La teoria dell'antico-astronauta si basa su due validi concetti cosmologici: 
1) la realtà dell'immensità dello spazio e del tempo;
2) la possibilità che possano esistere civiltà molto avanzate da qualche parte nel cosmo. Dato che la scala dell'universo osservabile è immensa e che il telescopio Kepler della NASA ci suggerisce che possono esistere miliardi di pianeti nella Via Lattea, allora è ragionevole supporre che una forma di vita intelligente potrebbe essersi sviluppata altrove. 
Secondo quanto affermato dal famoso scienziato Carl Sagan e da altri suoi affermati colleghi, non dobbiamo stupirci se un giorno venissimo a sapere di non essere più soli in questo vasto e antico universo composto da due trilioni di galassie e stelle di sestillio che si estendono per 100 miliardi di anni luce. 
Egli ci consiglia di non essere dei patetici narcisisti cosmici appartenenti a una specie di creature intelligenti (per modo di dire) la quale è riuscita ad adattarsi a vivere su un minuscolo granello di sabbia perso in una delle innumerevoli galassie. Tuttavia, questa vastità cosmica non deve precludere le nostre speranze così come citato dall'astronauta Taylor (Charlton Heston) nel film di fantascienza Planet of the Apes (1968). Pubblicato al culmine dell'era spaziale nel 1968, Erich von Daniken's in Chariots of the Gods ha voluto dirottare intenzionalmente la narrativa spaziale delle missioni Apollo in qualcosa di molto più fantastico e irreale. 
E che dire di Stanley Kubrick con il suo capolavoro 2001: Odissea nello spazio apparso nel 1968, insieme a Planet of the Apes? A questi film di fantascienza vanno ad aggiungersi Apollo 8 (il primo viaggio verso la luna), e il libro Chariots of the Gods. L'Apollo 11 sbarcò sulla luna nel 1969 quando il libro di von Daniken stava diventando molto popolare tra gli appassionati di questioni extraterrestri. In Chariots of the Good, Von Daniken ha fatto ciò che pochi altri scrittori avevano osato fare (al di fuori di alcuni episodi dell'originale Star Trek). 
Von Daniken ha voluto collegare il destino umano sulla Terra alle stelle che stavamo iniziando a esplorare con il programma Apollo.

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