giovedì 14 giugno 2018

Dov'è la copia della nostra Terra?

Alla prossima generazione di terrestri si prospetta un compito inimmaginabile:
trovare un pianeta adatto ad ospitare la vita umana.
Oggi, la nostra civiltà è sull'orlo di una svolta tecnologica attraverso la quale ottenere quelle risposte a una delle più antiche domande . 
Siamo veramente soli nell'universo o da qualche parte nella vasta distesa cosmica e tra i miliardi di stelle e bilioni di pianeti esiste un altro pianeta pressoché simile alla nostra Terra? 
Una domanda simile sorse già nell'antichità, quando i primi ominidi intelligenti volgevano gli occhi alle stelle raccogliendosi attorno ai fuochi della loro tribù, immaginando che da qualche parte lassù altri popoli invisibili accendessero fuochi simili durante la notte. Recentemente, gli scienziati hanno scoperto un pianeta "gemello" della Terra. 
Anche se l'esopianeta scoperto dagli astronomi è leggermente più grande e il regime della temperatura su di esso sia molto più freddo, questo corpo celeste potrebbe avere le stesse caratteristiche ambientali del nostro giovane pianeta. 
A metà maggio 2018, gli scienziati hanno confermato l'esistenza nel cosmo del misterioso pianeta Nibiru. Uno scienziato presso l'Università del Michigan (USA) David Gerdes ha scritto in un articolo pubblicato da una delle più prestigiose riviste scientifiche circa la possibilità che un corpo astronomico conosciuto come 2015VR519 potrebbe avere le condizioni ottimali per ospitare delle primordiali forme di vita aliena. Questo oggetto transnettuniano, dal diametro di 700 chilometri, occupa la parte esterna del nostro sistema solare. 
L'angolo della sua rotazione attorno al Sole è di 54 gradi rispetto al piano delle orbite dei pianeti presenti nel Sistema Solare. 
Gli scienziati dell'Osservatorio Inter-American in Cile Cerro Tololo, sono attualmente impegnati nello studio della materia oscura, scoperta quasi per caso nell'autunno del 2014 con l'aiuto di calcoli teorici attraverso i quali sono riusciti a individuare la presenza del presunto pianeta 2015VR519. 
Ancor prima di fare affidamento ai loro calcoli astronomici circa l'esistenza di oggetti sconosciuti nel nostro sistema solare con un peso e massa superiore di dieci volte la massa terrestre, gli scienziati provenienti da Caltech Batygin Costantino e Michael Brown hanno ottenuto le prove che sembrano avvalorare la teoria del pianeta gemello. 
Quando gli scienziati hanno analizzato la traiettoria e la dinamica del moto dei corpi celesti nella fascia di Kuiper, hanno  notato una stranezza nel loro comportamento che per qualche ragione, gli asteroidi e gli enormi blocchi di ghiaccio sembravano cambiare improvvisamente la rispettiva orbita, avvicinandosi a una sua specifica area, come se fossero attratti da una forza sconosciuta. Furono proprio questi scienziati che per primi diedero il nome all'invisibile pianeta Nibiru, come se in qualche modo fosse direttamente collegato alle antiche leggende Sumere. 
I dati ottenuti con i metodi della moderna analisi computerizzata hanno permesso agli astronomi di calcolare la traiettoria del pianeta 2015VR519, confrontandoli con quelli relativi al corpo 2015 BP519. 
Si è scoperto che il corpo celeste 2015 BP519 è attratto da un enorme e invisibile oggetto spaziale, la cui massa supera quella della Terra di 10 volte. Questo può essere facilmente spiegato solo se si prende in considerazione le interazioni dinamiche che potrebbero verificarsi dall'interferenza di un Nono Pianeta. Quindi gli scienziati stanno per confermare l'esistenza del "Pianeta X"? Recentemente è stato ottenuto un modello computerizzato contenente le orbite del corpo celeste 2015 BP519 e di conseguenza la posizione approssimativa del "pianeta X". Inoltre, i calcoli scientifici dimostrano che molti dei dati parametrici coincidono con le conosciute proprietà terrene, i quali potrebbero benissimo adattarsi a quei parametri necessari per sostenere la vita umana nel momento in cui la Stella della morte inizierà ad aumentare rapidamente in termini di dimensioni attirando l'orbita di un gran numero di pianeti presenti nel nostro sistema solare, inclusa la Terra. 
Ad oggi, questa non è l'unica scoperta a sconcertare gli scienziati. 
Una squadra di astronomi europei ha scoperto la presenza di due esopianeti nella costellazione del Leone, i quali ruotano in prossimità della stella K2-18. 
La loro posizione è inclusa nell'habitat di una gigantesca stella, il che significa che sulla sua superficie scorre dell'acqua liquida assolutamente necessaria per sostenere dei primordiali organismi.

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