sabato 13 aprile 2019

Il nostro intimo desiderio nel sapere che non siamo soli

Nonostante che la ricerca di vita extraterrestre non avesse avuto successo, la nostra conoscenza dell'universo è cambiata radicalmente.
Nel 2014, gli astronomi hanno scoperto Kepler-186F, primo cugino della Terra che si trova nella "zona abitabile" attorno alla sua stella, dove la mite temperatura favorirebbe la presenza di acqua allo stato liquido, elemento estremamente essenziale per la proliferazione della vita. 
Da allora, l'elenco di mondi abitabili continua ad aggiornarsi continuamente, confermando che la Terra non è un'eccezione galattica.
"La vita intelligente è apparsa più volte sulla Terra in modo indipendente e in diverse fattispecie biologiche", spiega Jean-Pierre Rospars, Research Director INRA, citando i comuni animali terrestri come corvi, cetacei, primati e altri ancora. 
Questo dimostra che la comparsa di un'intelligenza evolutiva non è unanime come idea, poiché alcuni sostengono che la comparsa di creature intelligenti è frutto di una combinazione di
circostanze non riproducibili.
"Non c'è motivo di pensare che gli umani abbiano raggiunto il più alto livello cognitivo visto che livelli più elevati potrebbero evolversi sulla Terra in un lontano futuro", aggiunge lo scienziato. Questo spiega perché gli extraterrestri avrebbero preferito rimanere in silenzio, e questo per via dei rischi di destabilizzazione che avrebbero provocato qualora avessero voluto stabilire un tale epocale incontro con la razza umana .
Effetto Cristoforo Colombo 
"Se gli alieni ci dovessero visitare un giorno, penso che il risultato sarà simile a quello raggiunto da Cristoforo Colombo quando sbarcò in America latina rappresentando un risultato molto negativo per gli indigeni", ha affermato nel 2010 il compianto fisico e cosmologo Stephen Hawking. 
Un'altra possibile spiegazione su questo "silenzio" potrebbe essere quella dell'età avanzata dell'universo. 
"Migliaia di civiltà aliene potrebbero benissimo aver vissuto decine di migliaia di anni fa. Questo spiega perché siamo convinti di essere veramente soli nell'universo", spiega Nicolas Prantzos, astrofisico del CNRS.
"Essere soli nella galassia non significa che facciamo parte della prima e unica civiltà cosmica", aggiunge. 
Per il ricercatore, queste civiltà potrebbero essere troppo distanti per essere localizzate. 
"Supponiamo che ci siano 1000 civiltà là fuori ma che si trovano a 100.000 anni luce da noi. Questo spiegherebbe perché è ancora impossibile mettersi in contatto con loro". 
Una cosa è certa. 
"Se dovessimo trovare della vita extraterrestre come dei semplici batteri, questo rappresenterebbe un enorme passo avanti per la scienza che riflette su dove potrebbero essersi sviluppate delle alternative forme vita nell'universo" .

1 commenti:

Alien ha detto...

Centro R.. queste sono solo considerazioni di scienziati che dicono tutto e non dicono niente! Verita' e' che mai siamo stati soli, ma non e' questo il punto focale. Avere la prova del nove che la specie umana non e' la sola intelligente, non sarbbe determinante per cambiare le cose sul pianeta Terra!. Lo sarebbe solo se gli Et fossero sulla terra o nei pressi di essa. Ma potete gia' stare certi che gia' ci sono! Se non si fanno vivi alla luce del sole ,ci saranno dei motivi ben precisi per loro. Li abbiamo gia' esposti Centro R.

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