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mercoledì 11 settembre 2019

1944. Quando dei Foo Fighters furono avvistati sull'Oceano Indiano

Migliaia sono gli avvistamenti UFO segnalati da piloti civili e militari nel corso della storia. Dai Foo Fighters durante la Seconda Guerra Mondiale, all'avvistamento UFO sull'aeroporto internazionale O'Hare di Chicago del 2006, fino all'avvento del 7 luglio 2010 sull'aeroporto Xiaoshan di Hangzhou, in Cina. 
Si dice che la foto di cui sopra sia stata scattata nel 1942 sul mare del Giappone quando un bombardiere imperiale giapponese Sally fu avvicinato da un piccolo oggetto sferico scuro mentre volava intorno all'aereo in formazione. 
Cosa sono i Foo Fighters?
Sono meglio conosciuti come delle misteriose sfere luminose, alcune trasparenti, altre metalliche. Molti di questi oggetti, sono stati osservati da piloti (alleati e nemici), quindi da persone estremamente affidabili in grado di riconoscere i vari dispositivi volanti e i curiosi fenomeni atmosferici. 
Questi strani oggetti sono stati visti volare intorno agli aerei e seguirli per alcuni minuti.
Da dove provengono veramente i Foo Fighters?
I piloti alleati erano convinti che fossero nemiche armi segrete mentre i nazisti erano preoccupati di trovarsi di fronte a dispositivi alleati estremamente avanzati. Di conseguenza, questi Foo Fighters erano all'epoca degli autentici UFO (oggetti volanti non identificati) i quali furono osservati spesso dai piloti e agganciati dai radar. Va notato che questi oggetti volanti non erano affatto aggressivi. Il 10 agosto 1944 sull'Oceano Indiano, i copiloti di un bombardiere pesante B-29 Superfortress of the Air Force of the United States Army scrissero il seguente rapporto:
"Uno strano oggetto ci stava seguendo a circa 475 metri dall'ala destra. 
A questa distanza esso appariva come un oggetto sferico, probabilmente dal diametro da 1 a 2 m . Il colore variava dal rosso all'arancione molto brillante e sembrava sprigionare una sorta di alone. Il mio artigliere riferì di averlo visto arrivare a ore 5 sulla parte posteriore destra dell'aereo e sembrava che stesse pulsando o vibrando costantemente, al punto da supporre che fosse un oggetto radiocontrollato inviato dai nemici per localizzarci. 
Sono stato costretto ad effettuare manovre evasive e cambiamenti di direzione a 90 gradi fino a scendere a un'altitudine di circa 600 m [2000 piedi]. 
Il misterioso intruso ha seguito ciascuna delle nostre manovre aeree per circa otto minuti, mantenendo comunque una posizione di circa 500 iarde [475 m.] posizionandosi a circa 2 ore a destra dell'aereo. 
Quando si allontanò dall'aereo, l'oggetto sferico fece una brusca virata di 90 gradi, accelerando rapidamente e scomparendo nella copertura nuvolosa. "

2 commenti:

  1. NEWS

    Rai ACQUA E IDROGENO SU UN
    PIANETA "ABITABILE"

    Probabili vite extraterrestri sul
    K2-18b, un pianeta simile alla Terra.

    Per la prima volta, è stata scoperta
    acqua nell'atmosfera di un esopianeta:
    temperature simili alle terrestri, due
    volte la Terra, una massa 8 volte più
    grande, orbita in una "zona abitabile",
    a 110 anni luce dalla Terra.

    "Vi è anche idrogeno. Un potenziale
    candidato all'abitabilità per forme di
    vita diverse da quella umana", spiega
    Giovanna Tinetti, docente alla Univer-
    sity College di Londra, responsabile
    del gruppo di ricerca.

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  2. Gli alieni già nella Via Lattea, lo dice un modello matematico
    Nessun contatto perché viaggerebbero lentamente tra le stelle



    Redazione ANSA 11 settembre 201912:02

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    La Via Lattea vista dalgli osservatori delle Ande cilene (fonte: José Francisco Salgado/ESO) © Ansa
    La Via Lattea vista dalgli osservatori delle Ande cilene (fonte: José Francisco
    Gli alieni potrebbero già essere nella nostra galassia: non ce ne saremmo accorti semplicemente perché la starebbero esplorando con tutta calma, sfruttando il movimento delle stelle per saltare più agevolmente da una all'altra alla ricerca di pianeti abitabili. Potrebbero addirittura aver già visitato la Terra, lasciando tracce ormai cancellate dal tempo. A ipotizzarlo è una simulazione numerica pubblicata sull'Astronomical Journal dal gruppo dell'Università di Rochester coordinato da Jonathan Carroll-Nellenback, che ha così provato a dare una inedita soluzione al famoso paradosso di Enrico Fermi sulle probabilità di contatto con forme di vita intelligente extraterrestre.

    Considerando la moltitudine di stelle nell'universo, Fermi riteneva naturale che forme di vita avrebbero potuto formarsi su altri pianeti, fino a dare vita a civiltà extraterrestri: La domanda allora era : "dove sono tutti quanti?"

    La mancanza di segnali "non significa che siamo soli", è la risposta di Carroll-Nellenback. "Significa soltanto che i pianeti abitabili sono probabilmente rari e difficili da raggiungere".

    Per simulare la diffusione degli alieni nella Via Lattea, i ricercatori hanno usato modelli numerici che prendono in considerazione la vicinanza dell'ipotetica civiltà extraterrestre ad altri sistemi stellari, la velocità delle eventuali sonde interstellari, la distanza che potrebbero coprire e la frequenza dei lanci. Se una civiltà aliena fosse approdata sulla Terra milioni di anni fa, scrivono i ricercatori, probabilmente non ci sarebbero più tracce del suo passaggio.

    Potrebbe anche darsi che gli alieni siano passati nei paraggi della Terra dopo la comparsa dell'uomo, decidendo però di non farci visita perché non avrebbero avuto probabilità di sopravvivere (il cosiddetto 'effetto Aurora', dall'omonimo romanzo di Kim Stanley Robinson). Tra le varie ipotesi, anche quella per cui gli alieni potrebbero evitare di proposito i pianeti che già ospitano vita, con un atteggiamento opposto rispetto allo spirito di conquista tipico degli esseri umani.


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